Noleggio a lungo termine: scelta dei veicoli più adatti

motor-show-babes-6.jpgIn questo post (4) vediamo quali criteri tenere presente per la scelta dei veicoli più adatti da inserire nella Car Policy aziendale, ovvero il parco auto preso a noleggio a lungo termine. Un nuovo concetto che occorre introdurre è Utilizzo vs (contro) Status. Le variabili di un singolo veicolo che incidono sui costi aziendali sono molteplici e solo introducendo il criterio di scelta relativo al reale utilizzo del veicolo è possibile operare in modo corretto. Vediamo quindi in sintesi una serie di consigli da tener presente.

MARCA E MODELLO

La scelta della Marca e del Modello nel caso di veicoli aziendali non deve essere emozionale (come avviene per l’auto privata) e nemmeno dettata dallo status che si vuole rappresentare. Deve essere dettata da criteri funzionali all’attività d’impresa e dal reale utilizzo che si fa del veicolo. Tali criteri devono essere oggettivi e condivisi all’interno dell’azienda.

SCONTI, PROMOZIONI ED INCENTIVI

In molti casi i costruttori di auto hanno una politica commerciale specifica per le flotte aziendali. Occorre conoscere attraverso la rete distributiva o internet le caratteristiche di ogni costruttore per orientarsi verso la scelta dei modelli economicamente più convenienti e che richiedono una minore manutenzione per l’attività di impresa.

CONSUMI, SICUREZZA, OPTIONAL E DIMENSIONI

Le variabili elencate sono un costo che incide sulla formazione del prezzo. Sulla sicurezza del veicolo (ex. ESP) non è consigliabile risparmiare, ma sulle altre variabili SI, valutare con l’utilizzatore dimensioni necessarie, optional e territorio di utilizzo. E’ necessario ricordare che gli optional non vengono valorizzati in sede di rivendita dell’usato e quindi integralmente ammortizzati nel canone di noleggio, è preferibile quindi scegliere solo quelli indispensabili o portatili (ex. Navigatori satellitari).

CARBURANTE

Le variabili che incidono sulla scelta dell’alimentazione sono molteplici: Km percorsi annualmente, territorio di percorrenza, costi dei carburanti, disponibilità di stazioni con carburante alternativo, velocità max del veicolo. Occorre avviare delle analisi in azienda per introdurre tipologie di alimentazione alternative senza escludere a priori la benzina verde o metano. E’ controproducente partire da preconcetti: ex. Auto aziendale=Diesel. Altro strumento utile per il controllo dei costi di carburante è l’utilizzo di carte carburanti distribuite dai principali gestori.

VALORE RESIDUO (VR)

Il VR è la variabile esogena (esterna), che incide fortemente sul costo del prodotto/servizio di cui deve tener conto il Fleet Manager nelle sue scelte di approvvigionamento dei veicoli aziendali. Dipende da: Andamento dei prezzi del mercato delle auto usate, dalla domanda specifica sulle auto del costruttore e dalla quota di mercato del modello. Non è possibile conoscere in anticipo la commerciabilità del veicolo dopo 3/4 anni, ma è possibile fare una stima tenendo conto di alcuni fattori:

– Politica del costruttore auto in tema di usato e quota di mercato (a sostegno del proprio prodotto usato);

– Valori di riferimento dei veicoli prodotti dal costruttore, modelli precedenti, confronto con quelli di pari segmento prodotti dai concorrenti;

– Capacità dell’azienda di noleggio a lungo termine di gestire l’usato: rivendita a privati/commercianti o accordi di buy back con i concessionari/produttori auto.

GREEN FLEET

“Economy Meets Ecology” – Il futuro dell’auto è verde! Con questo slogan possiamo sintetizzare la grande attenzione che costruttori di automobili, istituzioni europee e nazionali, aziende ed automobilisti rivolgono sempre più all’emissione di CO2 nell’area che respiriamo. Negli ultimi mesi molti fleet manager hanno cominciato seriamente a prendere in considerazione l’ipotesi di introdurre nella propria car policy aziendale veicoli con un minore impatto ambientale, con doppia alimentazione (ex. benzina/metano, diesel/elettrico). Ma quali strumenti sono disponibili per orientarsi verso modelli a basso impatto ambientale? Nei listini di auto pubblicati dalle principali riviste del settore, da qualche tempo viene inserita una nuova colonna relativa alle emissioni di CO2 di ogni autovettura, utilizzare tale paramentro nella scelta dei veicoli significa prendere coscienza del problema e dare il proprio contributo per risolverlo. Significativa poi l’iniziativa di alcuni costruttori di auto di ridurre prestazioni ed emissioni di CO2 trasferendo tale sforzo in un allestimento particolare delle proprie auto riconoscibile da un cliente particolarmente sensibile al tema ambientale (ex. BlueMotion di Volkswagen). Infine sul fronte del noleggio a lungo termine alcune aziende propongono ai propri clienti una particolare attenzione all’ambiente nella definizione della propria Car Policy calcolando con strumenti informatici quale sarà l’impatto della flotta sull’ambiente in termine di emissioni di CO2 aiutando così il cliente a ridurre l’impatto o in alternativa ad avviare azioni di “compensazione” delle emissioni che portano alla creazione di foreste per l’assorbimento di una quantità pari al CO2 immesso dai propri veicoli. (vedi qui Ecopolis, progetto ad impatto zero di Arval).

Vuoi definire ora la car policy ? leggi qui

  1. […] questo post (5) impareremo dopo aver scelto i modelli più adatti (vedi qui) ad impostare la nuova car policy della nostra azienda che andrà poi sottoposta agli utilizzatori […]

  2. Monica Crapanzano aprile 4, 2008, 1:09 pm

    Mi spiace ma non mi trovo d’accordo quando dici che la scelta non può essere emozionale. Ho redatto numerose Car policy per diverse società e la scelta può essere solo emozionale. Per questo è importante nella stesura di una Car policy definire con precisione i ‘paletti’ economici. L’auto tocca le nostre emozioni più profonde ed è impossibile non tenerne conto.
    E’ fondamentale fare attenzione ai movimenti del mercato, oltre che analizzare nel dettaglio costi, usi e necessità reali sia dell’azienda che dei driver.

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