Noleggio a lungo termine: definire la car policy

1116867.jpgIn questo post (5) impareremo dopo aver scelto i modelli più adatti (vedi qui) ad impostare la nuova car policy della nostra azienda che andrà poi sottoposta agli utilizzatori di auto aziendali. L’impresa infatti, deve effettuare preventivamente la scelta dei veicoli da sottoporre agli utilizzatori di auto aziendali e proporre la car policy attraverso uno schema a matrice (con opzione minima di scelta 2/3 modelli per segmento con caratteristiche simili). Tale schema a matrice deve essere replicato per optional e servizi complementari. Occorre in sintesi, evitare l’errore di rispondere alle sollecitazioni degli utilizzatori sulla scelta dell’auto aziendale: ex. Io vorrei…ma forse è meglio…cambio automatico…

FRINGE BENEFIT

Ovvero quanto incide nella busta paga dell’utilizzatore (o concorre a formare il reddito) l’auto aziendale. E’ fondamentale discutere di tutto questo prima di concedere l’auto aziendale. L’utilizzatore dovrà avere tale elemento per orientare la sua scelta sul modello, è un fatto di trasparenza ed evita malintesi: ex. Se l’avessi saputo…per gli aggiornamenti annuali vedi qui

PRICING

Il modo migliore per definire una buona Car policy è partire dal Budget di spesa anzicché dalla Marca e dal Modello dell’auto. In questo modo è possibile vedere già in fase preparatoria le differenze di costo dei veicoli, il costo degli optional. E’ importante ridurre il più possibile il delta tra i modelli di pari segmento per evitare che gli utilizzatori di auto aziendali possano lamentare disparità di trattamento. Inoltre tale approccio permette di evitare di immaginare un impegno finanziario di una certa entità e poi scoprire che è decisamente superiore.

SERVIZI COMPLEMENTARI

La scelta dei servizi complementari è un’area critica poiché occorre tener presente molti aspetti spesso delicati nel rapporto con gli utilizzatori. In alcuni casi anche relativi alla loro Privacy.

In particolare:

  • Franchigie: poche aziende introducono il concetto di corresponsabilità e utilizzano franchigie sui sinistri e sui servizi assicurativi con i propri utlizzatori;

  • Veicoli Sostitutivi, Manutenzione e Cambio Pneumatici: tali servizi hanno incidenza sul costo dei veicoli aziendali. E’ necessario quindi conoscere bene la reale necessità di tali servizi ed eventualmente prevedere livelli di servizio differenti per tipologia di utilizzatore;

  • Coperture Assicurative: RC Auto, Furto, Incendio e Kasko hanno un’incidenza importante sul costo finale dei veicoli aziendali. Valutare bene il fornitore, la possibilità di impiego di sistemi per l’abbattimento di tali costi (ex. Antifurto Satellitare) la provincia di immatricolazione del veicolo ed anche in questo caso le franchigie;

  • Autovelox, Ausiliari del Traffico e Punti Patente: sono nuovi fattori in gioco. E’ necessario dotare l’impresa degli strumenti necessari al controllo e alla loro gestione.

CONCLUSIONI

I veicoli di proprietà delle aziende italiane sono sempre più numerosi, si stima che questo mercato sia circa il 30% delle immatricolazioni annuali del nostro Paese. Questo significa che poco più di 700.000 veicoli ogni anno vengono acquistati (per uso o noleggio) dai titolari di Partita Iva. Motivo di tale crescita è il sempre più frequente uso dell’auto aziendale come benefit per i dipendenti delle aziende. E’ di fatto l’uso promiscuo a dipendenti che garantisce una crescita costante di tale mercato, non certo la domanda di veicoli strumentali all’attività di impresa che rimane un domanda di sostituzione. Si tratta di un fenomeno tuttavia ancora frenato dalla politica fiscale italiana inadeguata (anche se migliorata a fine 2007) rispetto agli altri paesi europei. Si faccia ad esempio riferimento alla Gran Bretagna o al Belgio dove i veicoli aziendali superano il 50% delle immatricolazioni grazie alle totale detraibilità IVA, deducibilità ai fini del reddito, detassazione ed importanti incentivi economici per i veicoli alimentati con carburanti ecologici o a basso impatto ambientale. Quali saranno le tendenze che andranno ad interessare la gestione dei veicoli aziendali nel prossimo futuro ci chiediamo in conclusione? Ambiente, CSR (Responsabilità sociale d’impresa), HR (Politica retributiva e benefit delle aziende verso i propri dipendenti) temi di grande complessità che di sicuro non possono essere affrontati dal solo fleet manager o direttore acquisti poiché coinvolgono tutto il management dell’azienda. Questo significa che la professionalità tradizionale dovrà mutare e dovrà acquisire competenze non direttamente legate alla sola attività di negoziazione con i fornitori, gestione della flotta, controllo dei costi o relazione con gli utilizzatori. Come prepararsi a tutto questo e soprattutto dove formarsi? Purtroppo, altra mancanza nel nostro Paese, non esistono corsi professionali o master universitari specifici per la formazione del fleet manager o per i manager degli acquisti, l’auto-formazione è l’unica via percorribile per riuscire in tale mutazione professionale. In bocca al lupo a tutti voi !

  1. Buongiorno, avrei bisogno di capire, a fronte di un budget fornitomi dall’azienda quant’è la cifra da considerare per la scelta della vettura.
    Mi spiego, mi viene comunicato un budget di 9k anno per il noleggio della vettura.
    tale budget è IVA inclusa (così mi viene comunicato dal fleet manager) e comprende tutte le spese “accessorie”. In base a questo qual’è la cifra che l’azienda può spendere per la vettura?

    grazie mille

Leave a Reply

Your email address will not be published.