Motor Show di Bologna 2008: segnali d’ottimismo

Come si deve comportare un blogger di auto quando scrive un post sul Motor Show di Bologna 2008? Deve contarla su, inventando un’atmosfera euforica? Io, per fortuna, non ho un editore che spinge per inventare le notizie. Sicché vi narro le mie impressioni senza ingerenza di sorta.

Partiamo col piede giusto. La cappa di crisi che avvolge la macchina non poteva non farsi sentire. Parlo soprattutto delle prime giornate del Motor Show, quelle dedicate alla stampa. Però è giusto sottolineare che, dalla manifestazione, emerge sano ottimismo.

La Volkswagen, inteso come gruppo, crede molto nella Golf, gode anche dei continui successi dell’Audi, ha una Lamborghini che il mondo invidia. Senza considerare i continui exploit della Porsche. La romena Dacia fa del low cost il suo urlo di battaglia, vendendo più che bene e facendo felice il gruppo di appartenenza, ossia la Renault. Niente male anche la Subaru, marchio un po’ sottovalutato che prenderà sempre più quota grazie al gas Gpl. Fa grandi progetti l’italiana DR, di cui parlo qui, che pare abbia indovinato il filone: pezzi cinesi assemblati a Macchia d’Isernia, nel Molise. Resiste la Fiat che, forte del suo splendido metano, ha annunciato di gettarsi anche sul Gpl. E ha un capo, Marchionne, con l’occhio lungo. Mentre le Case del Gruppo italiano, Maserati e Ferrari in testa, galoppano trionfalmente senza tregua.

Più in generale, nel 2009 le Case tireranno fuori dal cilindro modelli che magari avrebbero potuti essere commercializzati più in là; ma, visti i chiari di Luna, intendono esibirli quanto prima per attrarre clientela. Insomma, c’è spazio per credere nella ripresa del settore auto. Specie se Obama darà una mano alle Big Three.

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