Dealer Day 2009: tavola rotonda sulle auto aziendali, noleggio a lungo termine e auto usate di fine noleggio

Dealer Day 2009(Verona – 13 Maggio 2009) Nel corso della prima giornata del Dealer Day, il consueto appuntamento che riunisce da 7 anni i maggiori operatori nel segmento della commercializzazione automobilistica, si è tenuto un interessante incontro sull’andamento e sulle prospettive del mercato delle flotte aziendali (e noleggio a lungo termine) nonché dei veicoli usati di fine noleggio.
La sessione ha avuto inizio con una serie di “fotografie”, a cura di Salvatore Saladino (Responsabile Dataforce Italia con cui collabora anche Fleetblog) sullo stato e sul trend del mercato europeo con particolare attenzione a quello Nazionale.
Dati alla mano si è potuto evincere che rispetto agli altri paesi europei, dove il mercato “commercial” (NLT, Noleggio e breve, KM0) supera molto spesso nettamente il mercato delle vendite a privato, l’Italia si comporta in maniera diametralmente opposta, confermando la preminenza della vendita “private” in modo sproporzionalmente marcato.
Forse questo dato non sarà una novità per gli esperti el settore, c’è però da dire che seppure i nostri numeri non siano così “importanti” ciò che ci differenzia in positivo è che rispetto agli altri Paesi, siamo stati i soli a guadagnare quote di mercato e gli unici a mantenere sempre trend positivi dino alla fine del 2008.
Ma come si è comportato il mercato nel 2009?
Beh, sono noti a tutti gli effetti devastanti per l’economia in generale e soprattutto per il mercato auto. In particolare, nei primi mesi di quest’anno il comparto “business” ha avuto un calo del 25%.
Lo scenario purtroppo non è dei migliori, al momento, spiega con molta chiarezza l’ottimo Pier Luigi del Viscovo del Centro Studi Fleet&Mobility, il mercato delle flotte è stressato da due fattori: prezzi calanti e costi crescenti.
I costi crescono perchè sconti, incentivi e km0 svalutano l’usato rientrante dal noleggio, le case automobilistiche riducono il “buy back”, le imprese, vista la crisi, riducono i volumi di flotta, il lungo termine allunga le durate, l’evoluzione ecologica delle auto svaluta l’usato del lungo termine (valori residui).
Tutto questo comporta in via assoluta meno acquisti da parte dei noleggiatori che comportano meno sconti da parte delle case automobilistiche e quindi un inevitabile aumento di costi.
Il calo dei prezzi invece è dovuto per il lungo termine dalla riduzione dei costi della flotta da parte delle imprese a causa della crisi e dal downsizing dei modelli dovuto dalle politiche ecologiche; per il noleggio a breve invece le cause vanno ravvisate nella minor spesa per i viaggi da parte delle imprese e dall’offerta competitiva dei tour operator entrabe a causa dello “stallo” economico generale.
Visto lo stato dei fatti, l’evoluzione dello scenario prospetta grosse fusioni tra case automobilistiche per sfruttare piattaforme comuni, ampliare reti commerciali ed aumentare la redditività, la maggiore indipendenza dei dealer “sopravvissuti”, che cercheranno di patrimonializzare con maggiore attenzione i propri clienti ed estendere il loro portafoglio brand e prodotti, ed il raggiungimento della consapevolezza che produrre auto non è un affare solo tra case e dealer ma è un meccanismo più ampio che comprende inevitabilmente i governi, le banche, le imprese, i noleggiatori ed il turismo.
Molto interessanti sono stati gli interventi e le riflessioni degli altri protagonisti del roundtable (Lucchini – Pumilia – Soma – Stanisci) che, seppur occupando posizioni talvolta in conflitto tra di loro, concordano che è arrivato il momento di cambiare: bisogna sfruttare la crisi per migliorare le cose insieme, cercando di lavorare su un uovo modello di business.
Altro tema scottante è stato quello riguardante l’usato. Quali sono le ragioni che hanno portato ad una situazione così critica?
Beh, innanzitutto perchè non è mai stato considerato come un prodotto a se stante. Finchè tutto andava bene nessuno ha mai prestato attenzione al comparto.
La serie di inziative statali (per altro assolutamente non allineate in Europa) per incentivare il mercato del nuovo ha di fatto crollare le valutazioni delle vetture di seconda mano e le km0; l’invenduto riempie i magazzini e i costi di stoccaggio non fanno altro che riperquotersi sui costi generali.
Secondo Roberto Lucchini, AD di Avis e Presidente di Aniasa dal 2008 si potrebbero utilizzare canali di vendita alternativi come il WEB, secondo Gian Luca Soma, AD di ALD International bisognerebbe comportarsi nei confronti del prodotto in maniera diversa, gestendo in maniera differente la durata dei contratti e andando nella direzione di una condivisione del rischio dell’usato con il Cliente.
Le riflessioni e gli spunti sono molteplici ma il punto di partenza, a dire di tutti, dovrà essere assolutamente un tavolo di discussione tra i soggetti coinvolti per risolvere i problemi esistenti e per cercare di poter anticipare quelli futuri.

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