Gestione della flotta: le “sirene” del mercato

I servizi dedicati alla gestione delle flotte aziendali, dopo aver risentito l’inevitabile contraccolpo della crisi, stanno tornando a rifiorire in termini d’interesse e di nuove iniziative. Stiamo assistendo all’entrata sul mercato di nuovi player e al riposizionamento di quelli attuali. Colpisce, in particolar modo, il rinnovato interesse nei confronti delle attività di fleet management perché a fronte di commenti non sempre positivi, da parte dei fornitori più stagionati, sulle prospettive di sviluppo di quest’area di servizi, nuovi attori hanno manifestato un diffuso interesse, decidendo di entrare in questo mercato. Forse è la conferma che quest’aerea, per molto tempo ritenuta una “sorella minore” del noleggio a lungo termine, possiede in realtà delle potenzialità importanti, come da tempo viene sostenuto da diversi osservatori.
Che effetti porta questo rinnovamento di servizi per i fleet manager aziendali? In prima battuta, positivi: una delle “regole auree” del procurement, infatti, identifica nell’aumento del livello di concorrenza un’opportunità per ottenere migliori servizi e per ottimizzare i prezzi. Tuttavia il fleet manager deve attuare alcuni accorgimenti per beneficiare di questa opportunità, il primo dei quali è evitare di correre a rispondere alla “chiamata” del fornitore, vecchio o nuovo che sia, senza aver prima definito all’interno della propria azienda un percorso di rinnovamento della gestione che poggi su alcuni solidi assunti: la definizione dei propri obiettivi di breve e medio termine, l’analisi e la conoscenza dettagliata della situazione attuale, la raffigurazione di una nuova situazione (in termini di servizi/risultati). E ciò vale anche e soprattutto per i fleet manager insoddisfatti degli attuali servizi: spesso, infatti, l’esperienza sul campo ci insegna che un livello di qualità non all’altezza delle aspettative non è solo frutto di un cattivo servizio dato dal fornitore, ma anche di processi poco chiari e obiettivi non ben definiti. In tal caso sarebbe davvero dannoso correre dietro alle “sirene del mercato” senza prima aver chiarito con l’attuale fornitore i punti di disaccordo e identificato le ragioni dell’insuccesso: il rischio di ripetizione dei stessi errori sarebbe alto. Inoltre, modificare la struttura ed il processo di gestione dei servizi comporta dei costi di cambiamento difficilmente sopportabili se non vengono affrontati all’interno di un piano ben strutturato.
Certamente il nuovo fornitore che si presenta al fleet manager sarà in grado di proporre delle soluzioni agli attuali problemi di quest’ultimo, ma per capire se queste soluzioni saranno realmente efficaci è necessario aver compreso la lezione del passato, identificandone i rischi potenziali per il futuro e trasformandoli in opportunità di successo.

  1. Giuliano Cosimetti aprile 13, 2011, 10:04 am

    Ho sempre ritenuto rischioso il servizio del fleet management, specialmente in Italia.

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