Caro polizza: per il 2012 sarà “IL” problema

Tra i vari aumenti, i nuovi balzelli e le impennate dei prezzi, il 2012 si annuncia come un anno difficile per le flotte aziendali. Il comparto, già schiacciato da una crisi economico-finanziaria che sembra non terminare mai, si troverà a fare i conti con costi di gestione sempre più alti. In particolare, il problema più assillante sarà, a mio avviso, quello delle polizze d’assicurazione che, annunciato con tutta la sua virulenza lo scorso anno, produrrà i suoi effetti più devastanti proprio all’inizio del 2012.

Cosa succederà al momento del rinnovo dei contratti assicurativi in scadenza a fine dicembre? Quali aumenti si troveranno a gestire i noleggiatori (che, giocoforza, dovranno essere “ribaltati” sui clienti aziendali)? Finora i maggiori player del mercato sono riusciti a contenere gli aumenti entro limiti abbastanza ragionevoli, convincendo le Compagnie d’Assicurazione a “calmierare” gli incrementi delle tariffe, applicando rincari graduali tra la fine del 2010 e il 2011. Ora però le Assicurazioni sono tornate alla carica: per il loro business il cliente aziendale non è affatto un buon cliente. E quindi vedono due alternative soltanto: o applicare aumenti elevatissimi (c’è chi parla di incrementi di oltre il 50% sulle tariffe), oppure abbandonare di fatto questo mercato. Il che teoricamente non sarebbe possibile (le Compagnie sono obbligate per legge a garantire le coperture d’assicurazione a chiunque ne faccia richiesta), ma in pratica sì, perché possono proporre tariffe così elevate da costringere il cliente a rinunciare alla copertura, rivolgendosi a un’altra Compagnia.

Peraltro sono sempre meno i player che operano nel settore del noleggio a lungo termine. E, si sa, la mancanza di concorrenza non porta certo all’abbassamento delle tariffe. Il tutto, va ad aggiungersi al caro-polizza Rca generalizzato che è stato sottolineato con veemenza pochi giorni fa dall’Antitrust nel corso dell’audizione al Senato davanti alla X Commissione. Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su Industria, Commercio e Turismo, Antonio Catricalà, ha denunciato un aumento delle tariffe pari al 25% in due anni, per giunta a fronte di un quadro economico assolutamente stagnante.

Voglio ricordare che quello dell’aumento delle tariffe Rca è un fenomeno tipicamente italiano: nel resto d’Europa, secondo un recentissimo studio della Commissione Europea, l’aumento medio delle polizze è stato del 9,9% negli ultimi 5 anni…

Ma perché il driver aziendale è considerato dalle Compagnie un “cattivo soggetto”? In parte perché effettivamente, percorrendo in media più strada di un “privato”, è soggetto a maggiore sinistrosità, in parte invece per una questione tecnica che poco ha a che fare con le sue capacità di guida. Da quando è stato introdotto il sistema dell’indennizzo diretto, infatti, il rimborso per danni a persone e/o cose avviene in modo forfetario e per compensazione. In pratica, semplificando il meccanismo, le Compagnie compensano automaticamente tra di loro i danni attivi e quelli passivi, per rispettare i tempi stretti di rimborso imposti dalla normativa. L’importo medio della liquidazione “di compensazione virtuale” è di 2.000 euro. Il meccanismo, però, funziona fino a quando il numero di incidenti attivi equivale a quello dei passivi (come effettivamente avviene nei sinistri che coinvolgono gli automobilisti privati). Mentre nel comparto delle auto aziendali i danni provocati sono di tre volte superiori a quelli subiti, creando così “buchi” di spesa eccezionalmente elevati.

Anche se non è proprio vero che i driver aziendli siano effettivamente pessimi guidatori. Semplicemente producono più micro-incidenti (per esempio danni da parcheggio), che sono i più penalizzati dal sistema dell’indennizo diretto (perché in pratica un danno di 300 euro viene liquidato con 2.000). Inoltre, avendo la copertura kasko, i driver delle flotte pensano (a torto) che i piccoli incidenti con ragione non debbano essere dichiarati, ma possano essere risolti facendo intervenire questa copertura in prossimità della scadenza del contratto di noleggio. Così risulta che il driver aziendale provoca molti più incidenti di quelli che subisce, anche quando non sempre è vero…

Condannate dalle statistiche, dunque, le flotte aziendali stanno per subire l’ennesima stangata sul versante assicurativo. I noleggiatori non potranno fare altro che riversare sui clienti gli aumenti concordati con le Assicurazioni. Che incideranno sui canoni di noleggio traducendosi in aumenti medi dal 5 al 10% sulle tariffe di locazione del 2012.

Che si può fare, quindi? Soltanto una cosa: i fleet manager delle aziende devono avvisare di questi rischi le proprie imprese, sottolineando quanto sia importante comunicare tempestivamente al noleggiatore ogni sinistro subito. E soprattutto informare i driver che il benefit dell’auto aziendale non significa annullamento delle proprie responsabilità come guidatore corretto. Molte aziende stanno pensando di attivare sistemi di bonus-malus per i propri dipendenti: il primo incidente con torto verrà tollerato, il secondo sarà (magari solo parzialmente) addebitato al driver. E il terzo potrebbe anche significare il ritiro dell’auto aziendale. Perché soltanto dimostrando al noleggiatore che la propria azienda è nettamente più virtuosa rispetto alla media, le imprese potranno evitare la stangata sulle polizze.

Mi piacerebbe sentire il parere di qualche fleet manager, in particolare sui sistemi di incentivazione o disincentivazione dei driver. A voi la parola!

  1. Giuliano Cosimetti novembre 18, 2011, 4:41 pm

    Non voglio passare come “Iettatore” ma ho un brutto presentimento, che ho già discusso in altre occasioni.
    La gestione della manutenzione straordinaria e ordinaria sta generando delle perdite economiche allarmanti a fronte delle immatricolazioni ferme dal 2008.
    Nonostante i noleggiatori riconoscano agli autoriparatori delle tariffe di manodopera più basse rispetto a quelle di mercato e l’utilizzo di ricambi aftermarket con sconti che arrivano a toccare il 40%, i costi di gestione tendono ad aumentare progressivamente.
    Adesso arriva l’aumento dell’IPT, l’eco contributo e l’aumento dell’RCA. Dalla serie…le disgrazie non vengono mai da sole.

    In tutto questo ci rimette il cliente (utilizzatore) in quanto i costi andranno ad aumentare ulteriormente i canoni di noleggio (senza parlare degli svantaggi fiscali che da anni ci differenziano dagli altri paesi europei).

    Ho paura che l’epoca d’oro del noleggio a lungo termine sia arrivata al tramonto. Esistono molte aziende italiane che posseggono ancora delle auto di proprietà. Il rischio di vedere molte altre aziende tornare alle vecchie maniere è enorme.

    Avete intervistato qualche amministratore delegato che ha studiato delle soluzione serie e attendibili, per arginare tutti questi problemi? Ad oggi, proprio quando l’attuale situazione lo richiede, non esiste una sola azienda che metta la faccia in Rete, che dia risposte non di facciata e che ascolti l’utilizzatore. Questo, sia per ciò che concerne il noleggio auto che la vendita delle vetture rientrate in flotta e destinate ai commecianti/privati.

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