Arval ad H2Roma per presentare le novità del Barometro 2011

Ibrido diesel, ma anche elettrico. Nella ricerca del CVO di Arval emerge l’interesse dei decision maker italiani in tema di flotte aziendali nei confronti di soluzioni di mobilità alternativa. Le flotte italiane nei prossimi tre anni saranno costituite per il 34% da ibridi diesel, un tipo di alimentazione che sembra in effetti particolarmente adatto per le auto aziendali in quanto efficiente in termini di emissioni e consumi sia per un utilizzo urbano che extraurbano. La percentuale di penetrazione stimata invece per i veicoli elettrici anche nei prossimi tre anni è solo dell’1%. Sono alcuni dei flash che emergono dal “Barometro” 2011, la ricerca sullo stato della mobilità professionale e le attese per il futuro del Corporate Vehicle Observatory (CVO) di Arval, presentati nel contesto di H2Roma, l’evento sui temi della mobilità sostenibile che mette in contatto ogni anno il mondo dell’industria automobilistica e quello della ricerca universitaria. Nel commentarne alcuni dati, Valeria Evangelista, Corporate Social Responsibility Manager di Arval, ha ricordato che “la percorrenza media giornaliera in Europa è attestata sui 60 km. Questo dato dovrebbe far cadere una parte delle criticità legate all’utilizzo dell’auto elettrica e imputate all’autonomia delle batterie (la cui autonomia dichiarata è comunque di 120-140 Km) e nella carenza di infrastrutture. Occorre infatti tenere presente che non esiste la soluzione perfetta ma solo la più adatta alla specifica esigenza di mobilità professionale. L’auto elettrica, ad esempio, si può rivelare ideale in determinate circostanze, come il transito nelle zone a traffico limitato oppure il cosiddetto ultimo miglio”. Il tema dell’efficienza della flotta anche in ottica economica è ovviamente tra le priorità delle aziende. Gli aspetti “green” del resto riscuotono sempre una grande attenzione grazie al fatto che le nuove motorizzazioni risultano efficienti anche nel contenimento dei consumi. L’evoluzione tecnologica e la disponibilità nell’offerta dei costruttori auto- ha aggiunto la Dr.ssa Evangelista – di diversi modelli ad alimentazione alternativa ci consente di consigliare ai nostri clienti il veicolo che meglio risponde alle loro esigenze di mobilità. A monte si trova l’industria automobilistica, a valle ci sono gli utilizzatori finali e noi ci poniamo esattamente al centro . Abbiamo perciò il compito, oltre che di fornire servizi, di fare informazione e diffondere una cultura della mobilità sostenibile”.

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