Il fenomeno del furto dei veicoli in Italia

Oltre 310 vetture rubate ogni giorno, circa 13 ogni ora e una ogni 5 minuti; dei complessivi 113.360 veicoli sottratti ai legittimi proprietari, 62.026 sono spariti nel nulla. Scende dal 47% al 45% la percentuale di recuperi e ritrovamenti delle vetture rubate.

E’ questo il pesante bilancio che emerge dai dati del “Dossier annuale sui Furti d’Auto 2011”, elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero dei veicoli rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno.

Nel 2011 il furto dell’auto si è confermato dunque un fenomeno criminale di primo piano e ancora preoccupante per il nostro Paese, pur a fronte di un generalizzato calo vissuto negli ultimi anni che lo ha visto passare dalle 131mila autovetture coinvolte del 2009 alle 124mila del 2010, sino alle oltre 113mila dello scorso anno.

Il trend in discesa dei furti (-8,73% nel raffronto 2011/2010 e -15,21% 2011/2009) non è certo rassicurante in assoluto, in quanto lo scorso anno si è assistito contestualmente a un preoccupante calo della capacità di recuperare i veicoli sottratti; tale diminuzione si innesta peraltro in una tendenza già registrata negli anni passati, per la quale i recuperi annui sono costantemente scesi dai circa 130mila del 1990, ai 123mila del 2000 fino ai 58mila del 2010 e ai 51mila del 2011 (- 24,48% nel raffronto 2011/2009)

Resta elevato il numero dei furti a scopo di cannibalizzazione (per ottenere pezzi di ricambio), per i traffici internazionali di auto e dei cosiddetti “furti d’uso” (perpetrati per commettere altri reati), anche se le attività criminali devono oggi fare i conti con la maggiore diffusione di sofisticati sistemi antifurto, che stanno spingendo i “topi d’auto” verso frontiere di azione sempre più ingegnose e tecnologiche.

Come testimoniano i dati relativi allo scorso anno, il furto dell’auto”, evidenzia Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “resta una piaga sociale per il nostro Paese che nelle classifiche europee mantiene da sempre un primato poco invidiabile. La sottrazione dell’auto e le difficoltà nel recuperarla costituiscono, soprattutto in alcune aree geografiche, un’ansia condivisa da quanti posseggono una vettura o si apprestano ad acquistarla, a prescindere dal modello comprato e dalla somma investita. Grazie all’efficace tecnologia in radio frequenza, abbiamo oggi raggiunto importanti risultati nel contrasto della criminalità, garantendo il recupero del 90% dei veicoli rubati equipaggiati con i nostri dispositivi nelle 48 ore successive al crimine; in Italia il nostro supporto strategico all’attività delle Forze dell’Ordine si è si rivelato spesso prezioso per sgominare traffici internazionali di auto e arrestare pericolosi criminali”.

 

“Roma capitale dei furti” – “Campania felix per i topi d’auto”

Dall’analisi dei dati 2011 emerge come una significativa parte di questi episodi criminosi si concentra nelle cinque Regioni più colpite a livello nazionale, che da sole rappresentano il 79% dell’intero fenomeno. Al primo posto di questa particolare graduatoria si trova la Campania che con 20.946 furti nel 2011 (è la Regione in cui il fenomeno aumenta di più in termini assoluti) scavalca il Lazio (20.873), lo scorso anno al comando, e distacca anche il terzetto di Regioni pressoché appaiate, Lombardia (15.901), Puglia (15.798) e Sicilia (15.735). Campania, Sicilia e Sardegna sono le uniche Regioni in cui il tasso di furti è ancora in crescita.

In generale, si palesa un rafforzamento del trend già evidenziato lo scorso anno che vedeva concentrato questo tipo di crimine nelle aree di tradizionale maggior radicamento e traffico d’affari della criminalità organizzata: la percentuale aggregata di queste Regioni passa dal 77% al 79%.

Ulteriori spunti di interesse emergono con riferimento ai dati sulle singole Province, dai quali si evince una forte concentrazione del fenomeno nelle cinque “meno virtuose”, all’interno delle quali si condensa oltre la metà dei furti di auto nazionali.

La “città eterna” si conferma Capitale dei furti e consolida la sua leadership: quasi 17 sottrazioni su 100 avvengono qui. Nonostante il calo del dato in assoluto rispetto al 2010, a Roma e dintorni continuano ad essere rubate oltre due auto ogni ora. Napoli è l’unica tra le province più colpite a mostrare una consistente crescita del crimine (605 episodi in più rispetto al 2010), mentre Milano (2.154 in meno), Bari (1.375 in meno) e Torino (846 in meno) seguono il trend nazionale e Catania (78 in più) resta stabile.

Le “oasi cittadine” meno bersagliate da questa piaga criminale sono localizzate quasi tutte al Nord-Italia: gli automobilisti più fortunati sono quelli che risiedono ad Aosta con soli 20 furti (in media uno ogni 18 giorni contro la media nazionale di 310 al dì) denunciati lo scorso anno, seguita da Belluno (25 episodi), Verbania (26) e Sondrio (35).

I modelli Fiat guidano la Top ten delle auto più rubate

Le vetture preferite dai ladri restano quelle più vendute sul mercato, anche perché i “pezzi” di queste, una volta rubate e cannibalizzate, vanno ad alimentare il mercato nero dei ricambi. Nelle prime 10 posizioni di questa speciale graduatoria figurano esclusivamente veicoli di segmento medio (per lo più utilitarie) che, sommati tra loro, costituiscono circa il 43% del complessivo parco auto sottratto.

Come già registrato nel 2010, anche i dati sullo scorso anno vedono nei primi cinque posti altrettanti modelli del Gruppo Fiat. La novità è legata alla crescita del numero dei furti di quasi tutti i modelli nazionali pur a fronte di un calo del trend generale dei furti: Panda (da 9.246 del 2010 a 10.996 del 2011), Punto (da 8.870 a 9.533), Cinquecento (da 5.429 a 5.717) e Y (da 4.250 a a 4.307). La sola Uno vede scendere il dato da 7.245 a 6.651.

In generale, i modelli del Gruppo Fiat detengono la quota più ampia di questo “mercato” con il 41,5%. Restano stabili al sesto e settimo posto della top ten la Ford Fiesta e la Volkswagen Golf che vedono crescere la propria quota sul numero totale di auto rubate, mentre guadagna tre posizioni la SmartForTwo Coupè (nel 2010 fuori dalla top ten), i cui furti salgono di 262 unità. Tra le vetture di lusso sottratte a facoltosi proprietari figurano anche 223 Jaguar, 5 Aston Martin, 4 Bentley, e 18 Ferrari (F360, 456, 328, 550, F355 e Mondial).

Lazio maglia nera dei recuperi: “solo 3 auto su 10 tornano a casa”

Come accennato, le statistiche del 2011 evidenziano una forte riduzione dei recuperi di auto rubate rispetto al 2010. Lo scorso anno ne sono state riportate ai legittimi proprietari 51.334 sulle 113.360 rubate (il 45,28%), in sensibile calo rispetto alla performance dell’anno precedente che aveva visto 58.799 recuperi a fronte di 124.197 furti (il 47,34%).

In proporzione, dunque, il numero dei veicoli di cui si è persa traccia è nuovamente aumentato.

Alcune Regioni confermano la positiva tendenza al ritrovamento del veicolo rubato come la Liguria (83,55% dei casi risolti positivamente), l’Emilia Romagna (78,5% dei ritrovamenti), la Toscana (79,7%) e il Veneto (73,4%).

Le percentuali più basse di recupero si registrano nel Sud – Italia, proprio nelle Regioni in cui il fenomeno dei furti si fa sentire in modo più incisivo. Se la Calabria sfiora il 50% dei recuperi di auto rubate, in Sicilia e Puglia si è fermi a circa il 46%, mentre in Campania solo un’auto su tre viene ritrovata.

Sulla percentuale nazionale incide sensibilmente il dato negativo del Lazio cui va la maglia nera del recupero. Nel 2011 solo il 30% delle auto rubate ha “fatto ritorno a  casa”, 6.279 vetture, quasi 1.000 in meno dell’anno precedente.

Nuove tecniche e modalità “HI-TECH” di furto dell’auto

Una breve sosta di pochi minuti per prendere un caffè in autogrill o per fare la spesa in un centro commerciale può essere sufficiente per trovare brutte sorprese al momento di riprendere l’automobile parcheggiata.

Alle tradizionali e rudimentali tecniche utilizzate in passato per rubare veicoli (rottura del finestrino, forzatura della serratura di una delle portiere o del bagagliaio, furto delle chiavi in ristoranti e appartamenti), si sono recentemente affiancate tecniche e modalità criminali più ingegnose e meno rischiose, in grado di beffare il proprietario della vettura anche quando questi ritiene di essere al sicuro.

Si tratta di pratiche che sfruttano le opportunità offerte dalle più avanzate tecnologie, riscontrate dagli esperti in materia sui principali mercati automotive maturi dell’Europa Occidentale e degli Stati Uniti.

Il dato più allarmante è che sempre più spesso vengono recuperate auto rubate che non presentano evidenti segni di effrazione; secondo dati LoJack, ad esempio, in Francia il 47%, in Spagna il 30% delle auto rubate e poi recuperate grazie ai dispositivi in radio frequenza non presenta alcun segno di scasso, evidente indicazione del fatto che i ladri hanno agito mettendo fuori uso elettronicamente i sistemi di protezione del veicolo e di chiusura delle porte.

In Italia, secondo dati in nostro possesso”, dichiara Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “questo trend, sebbene riguardi numeri più contenuti, è in crescita e riguarda circa il 20% dei furti, concentrati soprattutto nelle aree del centro-nord Italia dove i ladri si affidano maggiormente al prezioso supporto delle nuove tecnologie. La percentuale è però destinata gradualmente a crescere su tutto il territorio e di conseguenza prevediamo che continueranno contestualmente a diminuire sensibilmente anche i recuperi delle auto sottratte.”

Nel Dossier, si descrivono le più diffuse ed evolute tecniche di furto basate sull’apporto delle tecnologie, riscontrate nei diversi mercati europei e americani: Le porte restano aperte grazie al Jammer – Come beffare i keyless entry: “dentro in 6 secondi” –  Aprire le porte e avviare il motore con un sms – Altri trend dal mercato europeo dei furti: la chiave universale e altre tecniche

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