L’usato scende più del nuovo. Ad aprile perde il 18,94%.

Il mercato dell’usato lordo (ossia con le minivolture – le permute che poi i commercianti venderanno ai clienti finali) ad aprile ha segnato una flessione in volume del 18,94%. Analizzando i valori assoluti, aprile di quest’anno ha registrato 327.386 passaggi, contro i 403.899 dello stesso mese dell’anno precedente; il che equivale a 76.513 passaggi in meno.
Il quadrimestre gennaio-aprile ha prodotto 1.408.227 passaggi, contro i 1.604.096 dello stesso periodo del 2011, il che equivale ad un flessione del 12,21% e a 195.869 passaggi in meno.
Secondo Franco Oltolini direttore generale di CarNext (società specializzata nella vendita di vetture usate provenienti dalle flotte in noleggio a lungo termine di LeasePlan Italia – www.carnext.it) “E’ il risultato peggiore dall’inizio dell’anno. Oramai gli italiani stanno facendo attenzione a tutte le tipologie di acquisto. Anche l’auto usata al pari di quella nuova è colpita da questo clima di sfiducia. Dobbiamo sperare in un’inversione dell’indicatore della fiducia che faccia ripartire i consumi”.
Nel mese di aprile, dei 15 brand analizzati tutti hanno registrato decrementi di volumi di usato: Tra questi spiccano BMW (-31%), Alfa Romeo( -29%) e Ford (-24), gli altri mediamente sono scesi 17% .
Il brand Fiat resta il più “scambiato” con il 26%, seguito da Volkswagen e da Ford con il 6%.

  1. GABRIELE PIZZOLATO maggio 12, 2012, 11:05 am

    Noi siamo come dei sognatori, non vogliamo capire che la festa è finita, in tutti i sensi.
    Se vogliamo analizzare cosa è stato fatto in senso negativo per l’auto basta riflettere 5 minuti.
    Superbollo,diminuzione delle decurtazioni fiscali, credito praticamente inesistente, aumento significativo del costo dei carburanti,mancato aiuto per le auto a basso impatto ambientale,
    recessione dell’Italia.
    Tutto ciò significa centinaia di migliaia di auto vendute in meno.
    Il settore automotive è trainante per il nostro mercato, nonostante ciò viene penalizzato al massimo e considerato solo come vacca da mungere.
    Vedremo alla fine del 2012 quante aziente avranno dovuto abbassare le serracinesche, e licenziare decine di migliaia di addetti, con delle professionalità costruite in decenni.
    Rimango deluso ed amareggiato, oltre che inerme, come davanti ad
    un plotone edi esecuzione che sta uccidendo il settore auto.

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