Trasporto merci in città: l’elettrico è il futuro (e costa meno)

L’inquinamento dovuto ai mezzi da trasporto è il problema maggiore che attanaglia le città, in particolare le metropoli. Le soluzioni di mobilità a impatto zero potrebbero fare molto per ridurre le sostanze inquinanti, non soltanto per gli spostamenti dei privati o di chi utilizza l’auto per lavoro, ma soprattutto per il trasporto merci “nell’ultimo miglio”. La sempre maggiore diffusione di veicoli elettrici (che negli ultimi mesi hanno lasciato quota 0,1% delle immatricolazioni, con una crescita esponenziale, anche se si tratta sempre di numeri microscopici) ha maggiore evidenza proprio nell’ambito del trasporto delle merci.

Il mercato dei van elettrici sta crescendo, e diventerà importante in termini di quota quando saranno finalmente varati gli incentivi (ormai quasi ci siamo). Nel frattempo si stanno diffondendo sempre più progetti di mobilità a impatto zero. Tra i più interessanti esperimenti, quello del corriere espresso EcCo (Ecological Courier), che a Roma ha una flotta di qualche decina di ciclomotori elettrici e un discreto numero di furgoncini, e che ha in progetto di espandersi rapidamente in altre grandi città. Questo “case history” sta dimostrando l’eccellente funzionalità di questa tipologia di veicoli nell’ambito del trasporto della corrispondenza. E, particolare importante, non ha costi più alti rispetto a veicoli ad alimentazione tradizionale per l’utilizzatore del servizio.

Ma nella Capitale sono in vigore ulteriori esperimenti: per esempio il progetto Logeco, che prevede un’isola dedicata allo scambio logistico in pieno centro (nei pressi di Piazza del Popolo) che permette di sostituire i mezzi da trasporto ad alimentazione a gasolio con altrettanti veicoli elettrici, destinati alle consegne di merci nel cosiddetto “Tridente” (cioè la zona di via del Corso), che presto sarà completamente pedonalizzato. Si tratta di un’iniziativa di Unindustria Lazio e dell’Assessorato alla Mobilità di Roma Capitale, con il supporto del Centro di Ricerca per il Trasporto e la Logistica dell’Università La Sapienza. La zona comprende oltre 1100 esercizi commerciali coinvolti. Fondamentale il contributo di Renault, che ha fornito i veicoli elettrici per il test sperimentale, e di Enel che ha provveduto alla creazione delle infrastrutture.

Anche Milano non è da meno, con un progetto di van sharing per gli artigiani. L’Unione artigiani di Milano, Monza e Brianza ha infatti lanciato “Electric city”, per sostenere la mobilità ecocompatibile. Il progetto prevede l’offerta di un veicolo elettrico con fiancate sponsorizzate, ad aziende artigiane che giornalmente utilizzano per la loro attività veicoli per il trasporto di materiali o persone. Rispetto al car sharing “classico”, ovviamente la durata del noleggio è stata ritarata sulle esigenze di quelle piccole imprese che potrebbero avere una necessità di utilizzo non soltanto giornaliero, ma anche mensile o plurimensile. Con un costo che per gli artigiani sarà solamente quello della normale gestione dell’auto o del furgone: quindi assicurazione, contratto per la ricarica in azienda (con eventuale istallazione a costi contenuti) o per la ricarica veloce nei punti dislocati nella città.

Previste ovviamente delle facilitazioni quali il pass gratuito per l’Area C (quando verrà ripristinata) e parcheggi senza costo. Dai calcoli degli organizzatori, i costi del trasporto merci urbano scendono a meno della metà. La vera sfida del trasporto merci a impatto zero sarà infatti sui costi di gestione. Ed è probabile che le soluzioni in fase di sperimentazione ci riservino piacevoli sorprese.

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