Flotte aziendali: razionalizzazione dei processi per contenere i costi e “smart mobility”

Dati interessantissimi emergono dal nuovo Rapporto CVO, il Corporate Vehicle Observatory di Arval, uno studio che da anni rappresenta lo stato dell’arte delle flotte aziendali in Europa. Realizzato su un campione statistico rilevante (quasi 5.000 aziende), è perfettamente bilanciato sulle piccole, medie e grandi imprese. In Italia sono state intervistate 300 aziende. Il primo dato che emerge è la scarsa fiducia nel prossimo futuro: ben il 15% dei fleet manager intervistati in Italia ha dichiarato che con tutta probabilità il parco aziendale è destinato a diminuire di consistenza e soltanto il 9% prevede per il futuro a breve un incremento. La situazione negli altri Paesi d’Europa, invece, è decisamente più ottimistica: il 21% degli intervistati prevede un aumento delle dimensioni del parco e il 14% una diminuzione. Per dare un’idea della situazione, nell’indagine del 2011 il rapporto tra ottimisti e pessimisti era decisamente a favore dei primi (+12% in Italia contro il -6% di quest’anno, e +14% in Europa contro il +7% del 2011). Un altro dato che fa riflettere su quanto sia difficile la situazione macroeconomica delle imprese (e la flotta aziendale è uno degli indicatori più significativi), è quello relativo all’aumento dei costi della flotta: ben l’87% degli intervistati ritiene che nel 2012 siano in forte crescita (soltanto l’1% ritiene invece che siano destinati a scendere).

Il criterio di scelta principale nella composizione della Car Policy è diventato ormai il livello di emissioni inquinanti, un criterio che consente di mantenere sotto controllo il Total Cost of Owneriship: una azienda su due lo considera il kpi principale. La reportistica di monitoraggio di consumi ed emissioni è fondamentale per un’azienda su cinque. Ma importantissimo risulta anche il controllo della mobilità attraverso sistemi telematici, perché questo è un sistema che consente di migliorare la produttività. In ordine di priorità, dunque, le flotte aziendali considerano strategico un approccio che parte dalla razionalizzazione e ottimizzazione dei processi (nell’ottica del raggiungimento di un significativo abbattimento dei costi), per giungere a un migliore rispetto per l’ambiente (tematica che comprende ogni aspetto della Corporate Social Responsibility, e dunque anche il riservare la massima attenzione a preservare le risorse umane aziendali), passando attraverso la formazione dei driver sulle tematiche di sicurezza alla guida. In più, l’obiettivo finale è quello di migliorare la produttività della flotta con un più puntuale controllo della mobilità. Dunque itinerari programmati e ottimizzati e trasferte razionalizzate. Il tutto, con un sempre più significativo utilizzo delle tecnologie di infomobilità.

Sul tema della mobilità intelligente, il Corporate Vehicle Observatory ha dedicato una parte importante dello studio. I tecnici dell’Osservatorio parlano di “Smart Mobility”, cioè di mobilità intelligente, ovvero un nuovo modo di concepire e organizzare la mobilità, per rispondere alle esigenze di trasporto di persone e merci in maniera efficace, efficiente, sicura e sostenibile. Attraverso la tecnologia, è possibile gestire i flussi di mobilità, modificare la domanda di mezzi di trasporto per eliminare gli spostamenti inutili, progettare in modo integrato le infrastrutture e i veicoli da utilizzare e promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi individuali.

Il monitoraggio in tempo reale della flotta permette di accedere a un flusso di informazioni sullo stato di efficienza dei mezzi, sullo stile di guida e sui consumi. La disponibilità di questi dati permette di orientare le scelte della Car Policy, di ottimizzare i costi e di migliorare la sicurezza di chi utilizza l’auto per gli spostamenti lavorativi. I costruttori automobilistici stanno lavorando molto sull’integrazione telematica delle nuove automobili: già nel 2018 quasi la metà delle vetture nuove vendute saranno dotate di sistemi telematici, contro una percentuale odierna del 14%. La telematica on board consente di influenzare il 41% delle voci di spesa del Total Cost of Ownership (carburanti, assicurazioni, sinistri, spese di ripristino in fase di riconsegna a fine locazione, spese straordinarie non previste dal contratto): dunque il monitoraggio telematico è l’unico vero sistema per tenere sotto controllo i costi di flotta.

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