La bufala degli incentivi superecologici per le flotte aziendali

Sui media si è fatto un gran parlare degli incentivi varati dal Governo Monti per l’acquisto di auto superecologiche, perché i pochi quattrini messi a disposizione degli acquirenti privati sono stati “bruciati” nel volgere di poche ore. Un amico concessionario mi ha detto che il 14 marzo, giorno dell’entrata in vigore dei bonus, ha tentato di accedere ai fondi per alcuni suoi clienti ma, pur essendosi accreditato da tempo, la risposta del portale degli incentivi è stata un’inesorabile “niente da fare”: fondi esauriti. Eppure erano solamente le nove e un quarto del mattino, e il sistema aveva cominciato ad attivarsi soltanto da 15 minuti…!

Ma la vera notizia non è questa, cioè dei 4,5 milioni di euro volatilizzati in pochi minuti. Bensì l’andamento dei bonus destinati alle imprese. Sapete in tre settimane quanti fondi sono stati erogati alle aziende che hanno deciso di approfittare di questi incentivi per aggiornare la propria flotta con modelli più ecocompatibili? La ridicola cifra di 300.000 euro che, paragonati alla generosa disponibilità prevista dall’esimio Professore bocconiano, sono meno di una caccola. Fatte le debite proporzioni, infatti, visto che l’Esecutivo Monti ha allocato ben 35 milioni di euro al fondo per le imprese, il 99% dei quattrini sono ancora lì a fare muffa… Significa, in concreto, che sono state acquistate circa duecento vetture incentivate, supponendo un contributo medio di 3.000 euro a macchina, da dividere equamente in due tra bonus statale e contributo di casa costruttrice/concessionario.

E c’è da scommettere che questo lauto e munifico contributo rimarrà una sorta di “regalo con l’elastico”. Nel senso che con una mano il Professore ha dato, ma con l’altra se lo vuole assolutamente riprendere. Perché ben difficilmente nell’arco dei prossimi otto mesi scarsi i fondi si esauriranno, data la complessità della normativa per accedere ai bonus e, soprattutto a causa dei vincoli imposti per l’ottenimento. Bisogna infatti vivere (suppongo agiatamente) sulle nuvole per immaginare che un’impresa abbia un’auto con almeno dieci anni nel proprio parco e che possa quindi riconsegnarla alla rottamazione per acquistarne una superecologica. Eppure proprio questo prevede la normativa. Forse il Capo del Governo non ha mai sentito parlare di ammortamento di un’auto aziendale… E già, ora che mi sovviene, in effetti lui ha sempre ampiamente dimostrato che le agevolazioni fiscali quali la deducibilità e la detraibilità vorrebbe abolirle del tutto. E amen.

In compenso, per la creazione dell’infrastruttura telematica necessaria all’erogazione dei bonus, per le consulenze opportune nella messa a punto del progetto e per altre “varie ed eventuali”, sono stati spesi (dicono i ben informati) seicentomila euro. Ovvero il doppio di quanto richiesto dalle aziende fino a questo momento… Guardiamo un po’ i numeri del mercato, per comprendere meglio questa ennesima presa in giro nei confronti dell’Italia che lavora (o che tenta disperatamente di farlo). Auto ibride immatricolate nel primo trimestre 2013: 3.076 unità (privati compresi, ovviamente); auto elettriche targate nello stesso periodo: 77 esemplari. Nel primo trimestre 2012 furuno rispettivamente 1.148 e 114. nel caso delle auto ibride c’è stata una variazione percentuale positiva del 167%, per le elettriche invece un calo del 30%. Ma nemmeno il dato delle ibride va considerato favorevole in ottica di incentivi statali. L’incremento, infatti, non è dato dai bonus, bensì dalle iniziative dei costruttori che stanno introducendo nuovi modelli dal prezzo e dalle prestazioni accattivanti (come per esempio la Toyota Yaris Hybrid).

Già posso immaginare qualche Solone del Governo che tra poco asserirà con aria contrita: “Contributi alle imprese? Ci abbiamo provato con gli incentivi per le auto ecologiche, ma non li avete apprezzati. Ora non aspettatevi altro…”. Cornuti e mazziati, insomma. Questo è il nostro Belpaese.

  1. Salvatore Saladino aprile 10, 2013, 9:59 am

    Ottima analisi Marco, che evidenzia quanto miope e falso sia chi ci stia “governando” e di come certe iniziative siano solo demagogia spicciola sempre a danno di chi l’Italia vorrebbe farla funzionare. Comunque un segnale di ottimismo l’hai dato: scrivere Belpaese con la B maiuscola!

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