LoJack stila un report sui furti d’auto 2012 in Italia

Dopo 10 anni contrassegnati da un trend quasi ininterrottamente in calo, il numero dei furti di auto nel 2012 torna a crescere (+1,84%). Contestualmente, si accentua la diminuzione dei recuperi di auto rubate. Lo scorso anno solo 49.572 delle 115.451 vetture sottratte in modo criminale sono state restituite ai legittimi proprietari, pari al 43% (erano il 45% nel 2011 e il 47% nel 2010). Di quasi 66mila veicoli si sono perse le tracce.

Sono questi i principali indicatori che emergono dal “Dossier annuale sui Furti d’Auto 2012”, elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero di beni rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno.

Nonostante il settore dell’auto abbia conosciuto nel 2012 una forte battuta d’arresto (12 mesi sempre con il segno meno in doppia cifra) e per la prima volta abbia fatto la sua comparsa sul mercato la parola “demotorizzazione” (riduzione del parco auto circolanti), c’è un’industria collegata alle quattro ruote che sembra non  conoscere pause e che anzi, proprio in questa situazione di profonda crisi, sembra trovare nuove risorse per alimentarsi: quella dei furti, alimentata da una crisi sempre più acuta con indici di disoccupazione all’11,3% (molta della quale giovanile) e dalla crescente diffusione di tecniche e modalità criminali sempre più ingegnose e facilmente disponibili, che sfruttano le tecnologie più avanzate per beffare il proprietario della vettura anche quando questi ritiene di essere al sicuro.

Oltre 316 vetture rubate ogni giorno (ben 6 al dì in più del 2011), più di 13 ogni ora e una ogni 5 minuti. Sono questi i dati targati 2012 che testimoniano la pericolosità di un’attività sempre più centrale anche nelle strategie della criminalità organizzata.

A rendere ancor più preoccupante lo scenario per gli automobilisti, ci sono i dati che confermano la tendenza in calo, già registrata negli anni passati, dei ritrovamenti dei veicoli rubati: dai circa 130mila del 1990 si è passati ai 123mila del 2000, fino ai 58mila del 2010 e ai 51mila del 2011 (- 24,48% nel raffronto 2011/2009), per giungere al minimo storico dei 49mila registrati lo scorso anno.

In un anno, dal 2011 al 2012, i veicoli spariti nel nulla sono cresciuti di 3.853 unità (da 62.026 a 65.879), anche a causa dei sistemi sempre più sofisticati e tecnologici di cui si avvalgono i “topi d’auto” e della crescente capacità da parte delle organizzazioni criminali di creare network efficaci di commercio internazionale in grado di movimentare rapidamente sull’intero territorio europeo centinaia di migliaia di automobili.

L’inversione di tendenza registrata lo scorso anno con l’aumento dei furti”, osserva Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, la rilevanza di un fenomeno sociale che vede l’Italia da sempre ai primi posti a livello europeo, insieme a Regno Unito e Francia. Gran parte dei furti di veicoli è perpetrato oggi da bande organizzate, che hanno strutturato reti internazionali per trasportare i beni rubati e che utilizzano metodi simili in tutta Europa, tra i quali sono sempre più diffusi i dispositivi ad alta tecnologia. Questo scenario, come testimoniato anche dai dati di questo Dossier, rende sempre più ardua l’opera di recupero dei veicoli sprovvisti di sistemi di antifurto ‘intelligenti’ in grado di localizzarli. Nonostante questo preoccupante trend, anche lo scorso anno, grazie alla nostra unica tecnologia in radio frequenza e alla sinergia strategica con le Forze dell’Ordine, siamo riusciti a garantire il recupero del 90% dei veicoli rubati (equipaggiati con i nostri dispositivi) nelle 48 ore successive al crimine e di supportare efficacemente l’attività investigativa di Polizia e Carabinieri”.

L’analisi regionale dei furti di auto nel 2012 ben riflette il dato nazionale in crescita (+1,84%); complessivamente sono le 13 regioni in cui si evidenzia l’aumento del fenomeno criminale, mentre in 7 è possibile riscontrare una leggera contrazione.

Tra le Regioni colpite in modo significativo dalla piaga dei furti, aumenti rilevanti si mostrano in Campania (+6,70%), Calabria (+26,25%), Abruzzo (+9,10%), Sicilia (+4,56%) e Toscana (+4,40%); tra le regioni, invece, su cui nel 2012 la morsa criminale si è attenuata, figurano Liguria (-2,42%), Puglia (-5,17%), Sardegna (-2,90%) e Piemonte (-4,71%).

Conferma e consolida, rispetto al 2011, il primato di terra “felix per i topi d’auto” la Campania (22.350 episodi), che lo scorso anno ha subito 1.404 episodi di furto in più rispetto all’anno precedente. Si tratta della maggiore crescita in termini assoluti a livello nazionale. In questa poco virtuosa classifica, la regione con maggiore densità abitativa del Paese è seguita da Lazio (20.663 furti), Sicilia (16.453), Lombardia (16.017) e Puglia (14.981). Senza contare che il dato campano in particolare ma anche quello della regione Puglia, non tengono conto del sommerso, ovvero della diffusa pratica illegale, un’estorsione, che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito il furto per riottenere la propria auto: il cosiddetto “cavallo di ritorno”.

Guardando alla distribuzione regionale dei dati, emerge con chiarezza una disomogenea dislocazione del fenomeno furti, fortemente concentrato in alcune aree geografiche all’interno delle quali il tradizionale radicamento delle organizzazioni malavitose e/o la penetrazione delle attività industriali e di business del Paese sono polarizzate.

In particolare, come evidenzia il grafico di seguito, le 5 regioni più colpite costituiscono, da sole, il 78% (90.464 su 115.451) dell’intero volume d’affari criminale.

 

Scendendo nel dettaglio delle province, il primato della Campania lascia spazio a quello di Roma Capitale che nel 2012 è stata sede logistica di 18.951 furti (nel 2011 erano 19.225), seguita da Napoli con 17.155 episodi (15.513 nel 2011), Milano con 9.815 (11.222 l’anno precedente), Catania con 8.720 (8.582 nel 2011), Bari con 5.690 (in calo rispetto agli 8.725 del 2011), Torino con 5.427 (5.664 l’anno precedente) e Palermo con 4.699 (4.220 nel 2011).

La leadership della “città eterna” si conferma anche se si guarda al numero delle auto rubate e non recuperate, 14.115 contro le 11.182 di Napoli. In quasi tutte queste province, comunque, le possibilità, in percentuale, di riavere l’auto sottratta è ben al di sotto della media nazionale. A Roma, addirittura, solo un’auto rubata su 4 viene recuperata (26%, in calo rispetto al 29% del 2011 e al 31% del 2010), mentre a Napoli 1 su 3.

Le province più colpite evidenziano trend altalenanti nel raffronto con il precedente anno: pressoché stabili Roma (-1%) e Catania (+2%), in leggera contrazione Torino (-4%) presentano preoccupanti evoluzioni Napoli, che con il +10% sul 2011 (da 15.513 a 17.155) traina la crescita del fenomeno nell’intera regione Campania, e Palermo che raggiunge la significativa market share dell’8% dell’intero quantitativo dei furti.

Notizie positive arrivano invece da Milano e Bari che mostrano le più rilevanti percentuali di riduzione delle sottrazioni dolose, rispettivamente -13% e -35%.

Sommando i valori percentuali dei furti registrati in questi 7 centri, si raggiunge il 66% del totale nazionale, a dimostrazione di come una buona fetta di questo business criminale ruoti ancora attorno ai centri metropolitani.

La palma della “provincia meno colpita” va, ex aequo, a Belluno e Aosta dove lo scorso anno si sono registrati solo 26 furti in 365 giorni. A seguire, gli automobilisti meno ossessionati dal timore di non trovare la propria auto dove la si è parcheggiata sono i residenti nelle province Sondrio (30 episodi), Gorizia (37), Verbania (38) Isernia (44) e Oristano (60).

Le preferenze dei ladri continuano a orientarsi sulle vetture più vendute sul mercato nazionale, spesso cannibalizzate per il mercato nero dei ricambi o inserite sulle rotte internazionali dei traffici di auto. Sono tutte utilitarie e “auto da città” le vetture che compongo la top ten 2012 del furto.

Il Gruppo Fiat Automobiles resta, di gran lunga, il più colpito dal fenomeno, occupando le prime 5 posizioni della graduatoria e complessivamente 6 dei primi 10 gradini di questa speciale classifica. Tutti i modelli della casa torinese, ad eccezione della Uno, vedono incrementare il dato assoluto sul numero di veicoli rubati e al decimo posto della graduatoria la Grande Punto fa la sua comparsa, scalzando la Clio (Renault) che nel 2011 chiudeva la top ten. In particolare, questi sono i numeri che testimoniano la crescita del fenomeno in casa FIAT: la Panda passa da 10.096 a 11.004 furti; la Punto da 9.533 a 10.116, la 500 da 5.717 a 5.837, la Ypsilon da 4.307 a 4.567, la Grande Punto da 1.621 a 1.651.

Aumenta, anche se di poco, l’incidenza percentuale delle prime dieci vetture sull’intero parco auto sottratte ai legittimi proprietari che nel 2012 prosegue il suo percorso di avvicinamento alla soglia del 50% (nel 2011 fermo al 42,98%).

All’interno della top ten, registrano un calo i furti della Ford Fiesta (da 3.915 a 3.481).

Nel raffronto 2012/2011 quasi tutti i principali brand premium assecondano il trend nazionale in crescita: il Gruppo Mercedes-Benz sale da 4.397 a 4.668 furti, BMW da 4.609 a 4.839, Audi da 3.521 a 3.680.

Tra gli oltre 800 modelli di vetture sottratte figurano anche diverse vetture di lusso e, in particolare: primo Porsche (532 esemplari), secondo Jaguar (205) e, tra le altre, Maserati con 49 supera Ferrari 20.

Insieme al dato sul ritorno alla crescita dei furti, come già sottolineato, non può non destare preoccupazione la forte riduzione dei recuperi di auto rubate: nel 2012 ne sono state riportate “a casa” 1.762 in meno dell’anno precedente.

Il tasso di recupero del veicolo in caso di sottrazione criminale scende così ulteriormente, rispetto ai precedenti anni, al 42,94%; nel 2011 era al 45,28%, nel 2010 al 47,34%.

Come già messo in luce, dietro questo calo si nascondono principalmente due fattori interconnessi: l’utilizzo da parte dei ladri di sistemi sempre più sofisticati e tecnologici per mettere a segno i propri “colpi” e la crescente capacità da parte delle organizzazioni criminali di creare network efficaci di commercio internazionale in grado di movimentare rapidamente centinaia di migliaia di automobili sull’intero territorio europeo.

La contrazione dei recuperi è generalizzata a livello geografico, con l’eccezione di Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto.

Emilia Romagna (81%), Liguria (78%), Toscana (78%), Umbria (80%), Veneto (79%) sono le regioni che presentano percentuali di recupero più elevate.

Quasi tutte le Regioni mostrano, comunque, tassi di recupero in linea, se non più elevati della media nazionale, trainata rovinosamente verso il basso dai dati delle due aree geografiche leader nella graduatoria dei furti: nel Lazio solo un’auto rubata su 4 (26%) torna “a casa”, in Campania meno di 1 su 3 (31%).

Per avere un’idea dell’impatto sul trend nazionale, basta evidenziare che 30.535 dei complessivi 65.879 veicoli spariti nel nulla nel 2012 sono stati rubati in queste due Regioni.

Come si colloca “l’Italia dei furti” a livello internazionale?

Il Belpaese è la seconda nazione europea per tasso di furti di veicoli, 31 ogni 10mila circolanti, preceduto dalla sola Francia (37 ogni 10mila) e seguito da Gran Bretagna (30 ogni 10mila) e, ex aequo, Russia e Spagna (28 ogni 10mila).

Il dato europeo è frutto delle elaborazioni LoJack sull’ultima analisi condotta dall’SDB (società di consulenza esperta nelle tecnologie per l’automotive) sullo scenario mondiale dei furti d’auto.

L’ultima edizione disponibile della ricerca utilizza, incrocia ed elabora dati 2011 provenienti dalle Forze dell’Ordine locali e nazionali, dalle fonti governative e dalle compagnie e associazioni assicurative dei principali paesi europei.

Tra i principali trend osservati, si evidenzia il forte aumento, diffuso in gran parte dei Paesi oggetto dell’analisi, dell’utilizzo di strumentazioni hi-tech per rubare autovetture di elevato valore; tali veicoli sono oggetto di interesse delle grandi organizzazioni criminali che, dopo averle prelevate, le trasportano verso Paesi (ad esempio, est Europa, nord Africa) in cui riescono a rivenderle con buon profitto.

Osservando l’impatto del fenomeno a livello mondiale, non si può fare a meno di notare come solo due paesi europei figurano nella top ten delle nazioni più colpite, peraltro proprio nelle ultime due posizioni.

Il Brasile, con 130 furti ogni 10.000 veicoli, detiene questa poco invidiabile leadership, seguito da Sud Africa (11), Cile (92), Argentina (74), Nuova Zelanda (69), Cina (50) e Canada (44).

I Paesi più sicuri per gli automobilisti, secondo i dati dell’SDB, sono la Polonia (9 furti ogni 10.000 veicoli) insieme a Tailandia (6) e Giappone (4).

Di seguito proponiamo un focus sintetico sui trend del fenomeno furti all’interno dei principali Paesi europei.

RUSSIA

Il trend crescente dei furti in Russia nei primi anni duemila si è interrotto nel 2006 (oltre 40 furti ogni 10.000 veicoli), procedendo verso una graduale riduzione; dal 2011 il fenomeno ha subito una nuova inversione verso l‘alto, toccando quota 28 furti ogni 10mila veicoli e si prevede che nei prossimi anni, anche a causa degli interessi in questo campo delle potenti criminalità organizzate, continuerà a crescere ulteriormente. I veicoli di elevato valore vengono di solito rubati attraverso veri e propri “attacchi elettronici” ai sistemi antifurto per essere esportati e rivenduti. Il veicolo più rubato è la Lada 2100.

SPAGNA

In Spagna una buona parte dei veicoli rubati appartiene ai segmenti B e C, molto richiesti anche sul mercato del nuovo: oltre il 65% delle vetture rubate ha un costo di listino inferiore ai 28mila euro. Anche nella penisola iberica si registra un forte interesse delle organizzazioni criminali per questo business, attente in particolar modo a traghettare in Africa le auto rubate (in particolare i SUV) attraverso metodi sofisticati. L’auto più rubata è la Golf, seguita dalla Seat Leon e dai modelli Ibiza che spesso vanno ad alimentare il mercato dei ricambi originali a basso costo.

SVEZIA

In Svezia il tasso di recupero dei veicoli rubati è ragguardevole, l’85%. L’industria dei furti svedese si caratterizza per il basso livello di sicurezza degli equipaggiamenti antifurto delle auto, l’età media avanzata del parco circolante e l’assenza di rotte per l’esportazione. Le vetture vengono per lo più rubate attraverso metodi meccanici tradizionali. BMW è il brand che presenta i volumi di furto più alti e il tasso di recupero più basso (il 70%) rispetto alla media nazionale. In generale le sottrazioni dolose sono in calo, anche se dal 2011 si stanno diffondendo nuovi metodi hi-tech per rubare veicoli di più elevato valore.

FRANCIA

In Francia il tasso di furti è considerato, su scala globale, di medio livello. Sono le piccole berline di basso valore la tipologia di auto più ricercata dai topi d’auto, che con i metodi più tradizionali le rubano per poi smontarle e venderne i pezzi sul mercato nero a basso costo. Negli ultimi anni, la Francia ha registrato anche un aumento dei furti a scopo di lucro delle auto di alto valore, particolarmente comuni nelle città vicine al confine svizzero o italiano. Tali sottrazioni vengono messe a segno con metodi molto sofisticati. I media di consumo, a fronte delle difficoltà riscontrate nel vedere riconosciute queste modalità hi-tech dalle compagnie assicurative, stanno ponendo particolare enfasi sul fenomeno nel tentativo di alfabetizzare automobilisti e operatori.

UK

Di recente nel Regno Unito si stanno moltiplicando i casi di furto d’auto con strumenti elettronici, come disturbatori di segnale e dispositivi di programmazione di chiavi. I veicoli di alto valore vengono rubati con metodi sofisticati ed esportati per essere rivenduti, e, come spesso avviene, vengono “prelevati” sulla base di specifiche richieste. Nel mirino dei ladri però finiscono anche i veicoli a basso valore e quelli commerciali leggeri che vengono sottratti con metodi più semplici, poi smontati per la rivendita dei pezzi di ricambio sul mercato nero. Come nella maggior parte dei paesi europei, è in crescita l’interesse della criminalità organizzata per questo business, in particolare i ladri stanno puntando sempre più sui veicoli di alto valore a scopo di lucro, come dimostra anche il recente aumento dei furti per il brand premium BMW.

GERMANIA

I ladri di auto in Germania preferiscono i nuovi veicoli di elevato valore – marche di lusso in particolare tedeschi, come BMW e Porsche. La Germania ha subito infatti un notevole aumento di auto rubate grazie ad apparati elettronici, come i “key programmers”, avvenuti in particolare nelle vicinanze al confine polacco, austriaco e ceco. Questi veicoli vengono di solito trasportati direttamente verso l’Europa orientale, dove sono molto richiesti. BMW X5 e X6 sono attualmente le auto più rubate in Germania, seguite dalla Lexus RX400h. Su scala globale il tasso di furto non raggiunge livelli di rilievo.

Proprio per contrastare il network internazionale criminale dei furti LoJack Italia, insieme ad altri 8 operatori internazionali esperti in soluzioni per il recupero di veicoli rubati,  recentemente ha creato una nuova Associazione denominata ETNA (European Tracking Network Association). Obiettivo delle nove aziende partner, che operano in 12 paesi (Regno Unito , Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Germania, Polonia, Svizzera, Austria, Italia, Francia, Spagna e Portogallo), è guidare verso il massimo risultato i servizi di recupero dei veicoli rubati sull’intero territorio europeo attraverso l’utilizzo congiunto di tre tecnologie: la radio-frequenza (utilizzata da LoJack); il geoposizionamento basato sul segnale GPS; il geoposizionamento basato sul segnale GSM. Questa esclusiva collaborazione rafforza ulteriormente le preesistenti potenzialità nelle attività di recupero oltre il confine nazionale di LoJack, che da anni collabora con l’Interpol per la lotta alla criminalità organizzata connessa al furto dei veicoli.

STORIE DI RECUPERI TARGATI LOJACK

Si propone di seguito una sintetica ricostruzione di alcuni tra i casi più emblematici e singolari casi di furto e recupero di auto e moto rubate portati recentemente a termine grazie all’intervento della tecnologia in radiofrequenza LoJack. La casistica illustrata di seguito testimonia concretamente la capacità unica di LoJack di cogliere di sorpresa il ladro e di rilevare il segnale del dispositivo installato nel veicolo anche nelle situazioni più estreme (dopo lo smontaggio o la rottamazione dello stesso). Naturalmente tutti i veicoli coinvolti nelle vicende esposte di seguito erano equipaggiati con dispositivi LoJack e in tutti i casi dopo la denuncia di furto della vittima, la Centrale Operativa ha provveduto a rilevare la posizione del veicolo, poi recuperato dalle Forze dell’ordine con il supporto del team di esperti Law Enforcement di LoJack.

Supercar nascoste in un casolare

A Castelnovo di Sotto (RE) viene sgominata una centrale di raccolta e smistamento di auto rubate: recuperate quattro autovetture BMW X6 e una Mercedes E220 CDI per un valore complessivo di 350mila euro. Le vetture, ritrovate all’interno di un casolare in aperta campagna erano state rubate in diverse località: 3 in provincia di Roma, 1 in provincia di Vicenza e 1 in  provincia di Varese. Il dispositivo in radiofrequenza LoJack, installato su una delle X6 ritrovate, ha guidato gli esperti della società americana e le Forze dell’Ordine al recupero dei veicoli di grossa cilindrata.

Scooter smontati, numerati e pronti per la rivendita

A Palermo i Carabinieri recuperano 13 scooter, per un valore totale di oltre 60.000 Euro: scovato un centro di smontaggio e vendita dei pezzi di ricambio. I “pezzi” dei motocicli erano nascosti all’interno di un furgone, dietro alcuni mobili che avevano la funzione di occultare il bottino.

Smart rubata e messa in vendita in una Concessionaria nel giro di 24 ore

A Marano (NA) viene identificata e recuperata in tempi record una Smart rubata e messa in vendita all’interno di una Concessionaria della periferia di Napoli. Lo scorso 2 gennaio ignoti malviventi hanno asportato la city car dal parcheggio sotto l’abitazione del proprietario. Dopo la denuncia del furto e l’allerta alla Centrale Operativa LoJack, il team ha rintracciato la city car in breve tempo, guidando le Forze dell’Ordine all’interno di una Concessionaria dove la vettura si trovava tra le auto esposte pronte per la vendita. 

Smart completamente contraffatta, recuperata a 9 mesi dal furto

San Bonifacio (VR):  il proprietario di una Smart rubata, né al momento del furto né durante i 9 mesi successivi, aveva ricordato di aver fatto equipaggiare l’auto con il sistema LoJack. Soltanto al momento del rinnovo della polizza assicurativa, ha realizzato di avere ancora la copertura in caso di furto e ha così allertato la Centrale LoJack. L’identificazione della Smart, che l’automobilista pensava di aver perduto per sempre, è stata resa possibile unicamente grazie alla presenza del sistema in radiofrequenza, in quanto targa e numero di telaio erano stati contraffatti e per di più l’auto era stata acquistata da un nuovo acquirente, ignaro dell’accaduto e che si è ritrovato al termine della vicenda senza vettura.

Il segnale LoJack trasmette anche dall’auto pressata

A Cerignola (Bari), una Ford Fiesta rubata, equipaggiata con LoJack, è stata ritrovata a sole 3 ore dalla denuncia del furto all’interno di uno sfasciacarrozze. Il segnale ha continuato a trasmettere anche dopo che l’auto era stata pressata.

LoJack batte Jammer

Ad Ardea (RM), grazie a LoJack, vengono recuperate  in un capannone industriale adibito a deposito 15 autovetture di grossa cilindrata (alcune già smontate e pronte per il commercio illecito, probabilmente all’estero) per un valore di oltre 600.000 Euro. Le vetture erano state rubate nelle 24 – 36 ore precedenti a Roma e nel circondario della Capitale. Nel deposito vengono ritrovati anche dispositivi di Jamming che hanno precluso il corretto funzionamento dei telefonini degli agenti intervenuti sul posto, ma che non sono riusciti a bloccare il segnale in radiofrequenza LoJack emesso da una delle auto rubate, una  Mercedes E22.

2 Ferrari, Porsche e Mercedes  a Napoli

Due Ferrari (una 458 e una 599), una Porsche Panamera e una Mercedes SLS AMG (valore complessivo di oltre 1 milione di euro) vengono recuperate dalla Polizia di Stato a bordo di una nave di bandiera bahamese, proveniente da Genova e diretta a Malta.

Le vetture di lusso, rubate in Spagna, sono state intercettate al largo del porto di Napoli all’interno di due container grazie al dispositivo LoJack installato su una delle vetture.  Di lì il bottino si sarebbe poi spostato verso Toyama City in Giappone. Di particolare valore (circa 1 milione di euro) la Mercedes 6300 SLS AMG a tiratura limitata (solo 250 esemplari).

LoJack “non perdona”

C’è l’alta tecnologia della radiofrequenza dietro l’arresto di Fabrizio Corona, il fotografo dei vip. Sulla 500 utilizzata per espatriare, era infatti installato un dispositivo LoJack che ha consentito di rilevare la posizione nel corso della sua fuga e di rintracciarlo a Lisbona. 

Fingono incidente e rubano l’auto. Minacciano la Centrale LoJack e vengono scovati

In provincia di Bari, a Molfetta, un malvivente a bordo di una vespa tampona una vettura con una donna alla guida. Mentre i due verificano i danni, un complice sale a bordo dell’auto, una Hyundai I20, e si allontana a gran velocità con a bordo gli effetti personali della donna, la quale aveva però tenuto con se il transponder. La Centrale Operativa LoJack, avendo ricevuto una segnale di allerta sulla vettura in movimento senza a bordo il transponder, ha prontamente contattato la proprietaria sul suo telefono cellulare, finito intanto nelle mani dei ladri che, vedendo apparire sul display il nome della Centrale LoJack, hanno risposto minacciando gli addetti e intimando loro di non procedere al recupero. Nel giro di un paio d’ore l’auto viene localizzata e recuperata e la proprietaria della vettura torna in possesso anche della sua borsa.

Recuperata a Marsiglia una Mercedes SLK 250 rubata in Italia

Una SLK 250, rubata nel parcheggio situato di fronte l’abitazione del proprietario, viene recuperata in Francia, a Marsiglia, in meno di 48 ore dalla denuncia. L’auto, in perfette condizioni, era parcheggiata su strada e regolarmente chiusa. Il recupero oltre confine è stato possibile grazie alla tecnologia in radiofrequenza e al network europeo LoJack che consente sinergie con le Forze dell’Ordine di altri Paesi.

LOJACK – TECNOLOGIA A PROVA DI LADRO

LoJack Corporation (Nasdaq: LOJN) è leader a livello mondiale del mercato del rilevamento e recupero dei auto, camion, MMT, moto e Laptop rubati.

Il sistema LoJack si basa su una speciale tecnologia wireless in radio frequenza ad alta segretezza (efficace anche se il veicolo si trova in container d’acciaio, garage o parcheggi sotterranei) e può contare sulla esclusiva partnership con le Forze dell’Ordine che utilizzano i dispositivi di tracciamento LoJack per recuperare i veicoli rubati.

Le soluzioni LoJack vantano un tasso di successo del 90% nel recupero di veicoli rubati, per un totale di oltre 350mila mezzi recuperati pari a un valore di circa 4,5 miliardi di dollari. In 26 anni di attività, i tecnici LoJack hanno installato oltre 9 milioni di unità. LoJack opera attualmente negli USA e in più di 30 Paesi tra Nord America, Europa, Africa, America Latina ed Asia. LoJack è attiva in Italia dal 2006 e sta attraversando una fase di forte crescita. Oggi può già contare oltre 30.000 clienti e beni recuperati per 9 mln di euro.

L’ultima frontiera tecnologica in casa LoJack sul versante della lotta contro i furti di veicoli è il “LoJack Smart”; si tratta di un’ulteriore evoluzione tecnologica dei dispositivi LoJack che integra tre modalità di localizzazione (RF, GPS e GSM) e due metodi di comunicazione (RF e GSM). Il sistema è ulteriormente rafforzato dalla funzione Anti Jamming (AJ) specificamente progettata per i sistemi di recupero dei veicoli rubati, che resiste a ogni forma di attacco esterno comunicando ogni tentativo di sabotaggio al funzionamento del sistema.

LoJack può contare su rapporti di collaborazione con le primarie Compagnie di assicurazione e con i Broker, che consentono ai clienti che installano il dispositivo sulla loro auto o moto di ottenere vantaggiose condizioni sulle polizze stipulate, anche nelle province che presentano un alto tasso di furto.

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