Massimo Nordio: nuova fiscalità sull’auto aziendale (ma non solo) per far ripartire il mercato

Finalmente un uomo con le idee chiare, per giunta aggressivo al punto giusto, al vertice dell’associazione che raccoglie gli importatori ufficiali delle case estere che operano in Italia. Mi si consenta questa presa di posizione “liberatoria”. Massimo Nordio, Amministratore Delegato di Volkswagen Group Italia, con un solido passato in Ford e Toyota sia in Italia sia in Europa, soprattutto in ambito commerciale e di marketing, è stato eletto Presidente dell’Unrae. Non che i vertici precedenti dell’associazione si siano comportati in modo insufficiente nell’azione di lobby a favore dell’automotive. Ma senz’altro possiamo rimproverare, a loro come ai “governi” delle altre associazioni di categoria (Anfia, Assilea, Aniasa), tranne forse l’eccezione della Federauto, rappresentante dei concessionari, attraverso il suo dinamico Presidente Filippo Pavan Bernacchi, un atteggiamento troppo “low profile”, in un momento in cui sarebbe assolutamente necessario presentarsi di fronte alle Istituzioni con il coltello tra i denti.

Nel discorso d’esordio, Massimo Nordio ha mostrato subito di che pasta è fatto: con una semplicità quasi disarmante, ha puntato l’indice verso i mali che affliggono il comparto e ha proposto un paio di ricette per uscire dalla crisi. La prima riguarda il nostro comparto: le auto aziendali. Senza una fiscalità allineata a quella in vigore negli altri paesi europei, il mercato dell’auto in Italia è destinato a ridursi sempre più su volumi terzomondisti. “Verso le aziende bisognerà avere un’attenzione specifica sui criteri della fiscalità che ci hanno tecnicamente già messo fuori dall’Europa. Semplificazione amministrativa (con particolare riferimento all’Ipt) e revisione del superbollo saranno, inoltre, le priorità per il prossimo biennio”. Queste le prime parole di Massimo Nordio in Unrae. Parole sante, verrebbe da dire. E che ora il Presidente deve immediatamente portare sui tavoli di confronto con il nuovo imminente Governo nazionale.

Ma c’è dell’altro. Nordio ha proposto un’ulteriore ricetta: la detraibilità e la deducibilità delle spese di acquisto e di manutenzione anche per i privati. “Esaminando le 80 pagine del modello 730 relativo alla dichiarazione dei redditi 2012, abbiamo verificato che – tra le tantissime possibili forme di detraibilità e deducibilità – non c’è una sola riga relativa al settore auto, se si escludono le agevolazioni a favore dei diversamente abili e la deducibilità del contributo al Servizio Sanitario Nazionale, versato contestualmente al premio RCAuto”. Il Presidente ha ragionato in modo tanto semplice quanto efficace: perché, per esempio, sono in vigore sgravi fiscali per la ristrutturazione degli immobili e per ridurre l’impatto energetico delle abitazioni, mentre invece per le spese di manutenzione dell’auto i cittadini non possono detrarre alcunché? Eppure il tema è esattamente lo stesso: stiamo parlando di sicurezza, di rispetto per l’ambiente e di riduzione dei consumi. Con un secondo risultato ottenibile, non meno importante, perché tutto ciò potrebbe contribuire in modo formidabile alla riduzione dell’evasione fiscale, ovvero il “male assoluto” che attanaglia il disavanzo fiscale del nostro Paese. Permettere ai privati di scaricare le spese di manutenzione, significa infatti fare emergere il lavoro nero attraverso la logica richiesta di fatturare le prestazioni. Insomma: si innescherebbe un circolo virtuoso che contribuirebbe a risollevare le esangui casse dell’Erario.

Semplice, ma efficace: lo ribadiamo ancora una volta. Massimo Nordio sembra dunque avere le carte in regola per sviluppare una strategia d’attacco in favore dell’automotive. Se son rose… fioriranno!

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