Le emissioni CO2 da parco auto circolante scendono nel 2012: ma l’elettrico dov’è?

L’ultimo report della European Environment Agency (EEA) ci segnala come le emissioni di CO2 nella UE, da parco veicoli circolanti, nel 2012 rispetto al 2011, sia sceso del 2,6%, migliorando dell’oltre 9% l’efficienza nei consumi. Dati giustificati dalla miglior efficienza tecnologica e dalla maggior penetrazione dei motori diesel nel parco circolante. A supporto qualche numero interessante dello studio:
Nel 2012, nella UE, sono state immatricolate, approssimativamente, 12 milioni di nuove vetture. Questo numero è in forte discesa dal picco del 2007, quando le vetture nuove immatricolate furono 15.5 milioni. La maggior decrescita si è avuta in Grecia (-41 %), Portogallo (-38 %) e Cipro (-25 %), dal lato opposto del grafico, le immatricolazioni crescono dell’oltre 12 % in Estonia e Ungheria.
Le motorizzazioni diesel rappresentano il 55 % delle nuove immatricolazioni. Tradizionalmente i diesel hanno minori emissioni di CO2 rispetto alle motorizzazioni benzina anche se questo gap si sta assottigliando negli ultimi anni. Da ricordare come però le motorizzazioni diesel producano maggiori quantità di altri inquinanti atmosferici come il biossido d’azoto.
La media più bassa di emissioni per Kilometro di CO2 si ha in Danimarca (117g CO2/km), seguita da Portogallo (118 g CO2/km). Il miglioramento maggiore nel 2012 rispetto al 2011 si è avuto in Grecia (9%) e nella stessa Danimarca (6 %).
Gli unici due stati membri della UE dove le auto immatricolate nel 2012 sono in media meno efficienti del 2011 sono Ungheria e Belgio. Le auto immatricolate con la media più alta di emissioni sono state consegnate in Lettonia (152g CO2/km) ed Estonia (150g CO2/km).
I veicoli a combustibile alternativo (AFV – Alternative fuel vehicles) includono i veicoli elettrici, ibridi e “a scoppio” con combustibili quali il GPL (Gas da Petrolio Liquefatto) ed Etanolo. Il 13% delle vetture nuove immatricolate in Italia sono AFV, la proporzione più alta tra tutti i paesi membri UE.
Le immatricolazioni di vetture “pure electric” è aumentata di 20 volte negli ultimi tre anni, da circa 700 nel 2010 a oltre 14.000 nel 2012. La maggior parte di queste sono in Francia (oltre 5.500 veicoli nel 2012) e Germania (quasi 3.000 veicoli). L’Italia si posiziona intorno ai 500 veicoli (vi rimando al post su FleetBlog del 9 Maggio 2012 per una tabella comparativa del valore degli incentivi in Europa per l’acquisto di vetture elettriche…).
Ovviamente ottenere la riduzione di CO2 emessa non può e deve limitarsi alla capacità tecnologica dei produttori di unità termiche, come ci ricorda Jacqueline McGlade, Executive Director della EEA: “Nuove tecnologie applicate alle motorizzazioni rendono queste ultime sempre più efficienti, e questo è un segnale incoraggiante. Ma per ridurre drasticamente l’emissione di GHG (GreenHouse Gases) da mobilità, serve cambiare il paradigma nei trasporti, nel modo e nel tipo di fruizione”
Ed è a questo punto che mi chiedo: “la soluzione per cambiare paradigma c’è. Perchè l’elettrico non decolla?”
Una nuova tecnologia (tanto per dire, le nuove batterie al litio sono già qui: più piccole, potenti, capienti e si ricaricano in pochi minuti), per affermarsi e rivoluzionare gli usi e consumi delle aziende e del consumer, deve avere alcune premesse necessarie minime: investimenti (finanziatori che credono nell’output atteso dei loro investimenti), predisposizione dell’opinione pubblica (come si suol dire: “avere buona stampa”), un’oggettiva necessità negli utilizzatori (sia consumer che business), il sostegno (o almeno l’indifferenza) del settore pubblico verso il nuovo segmento emergente e, ovviamente, una certa convenienza economica o quantomeno un piano di rientro dell’investimento.
Bene, l’auto elettrica avrebbe tutto ciò:
Investimenti: basta vedere quanti modelli (nella categoria elettriche consideriamo anche le “extended range” come la Volvo V60 Plug-In Hybrid, Opel Ampera, etc – vi rimando agli articoli su FleetBlog: V60 Plug-In del 29 Aprile 2013, Ampera del 19 Marzo 2012), quante opzioni tecnologiche, eppure…
Opinione pubblica: lo stesso fatto di essere io qui a scrivere e voi lì a leggere sottolinea l’attenzione di tutti noi a riguardo, (c.d. “avere buona stampa”) eppure…
Oggettiva necessità: le statistiche inerenti la non sostenibilità dell’attuale modello di consumo sono consolidate e “da brividi”, eppure…
Sostegno e Convenienza Economica: incentivi, finanziamenti, ROI che si accorciano all’aumentare dei carburanti, eppure…
Eppure non basta! Ad oggi, l’elettrico, vale un notevole 0,07% del parco circolante (Elettrico/Totale Parco Europa).
Mi sono quindi chiesto (e vi chiedo) perchè l’elettrico non decolla?
È nel valore residuo incerto?
Sappiamo tutti come Leasers e Produttori/Concessionari (attraverso le finanziarie) sanno come incentivare l’acquisto/noleggio lavorando sulle previsioni di valore residuo…
È nel modello di possesso il problema?
Proprietà o “semplice” uso? Viste le 200 Smart Elettriche vendute in pochi giorni, si direbbe che non è quello il problema, il mercato sa essere reattivo se l’offerta è conveniente…
È nella rete di assistenza?
Mi sono risposto di no, realtà come IMA Italia Assistance già offrono assistenza dedicata (vedi FleetBlog del 29 Marzo 2013)… e Cmq leaser e Produttori posso ovviare in pochi mesi con la formazione ed estensioni di garanzia varie…
È l’Infrastruttura di ricarica il vincolo?
Colossi come Siemens, operatori locali delle utilities come A2A, RePower e molti altri (penso ad ATM a Milano) hanno e continuano ad investire molto nell’offrire a pubblico e privato soluzioni tecnologiche per la creazione e il governo di reti di dispacciamento elettrico efficienti e a prezzi sostenibili, ma nonostante tutto ciò l’auto elettrica non decolla…
È quindi “solo” una questione di incentivi pubblici?
Nel Total Cost of Ownership, dovendo inserire i dati di consumo del carburante (citiamo un post per tutti: FleetBlog dello scorso 23 Maggio 2013), sappiamo come il fuel arrivi a pesare il 30% e più del TCO… anche ad incentivi “0” la soluzione “elettrica” ha un ROI brevissimo…

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