Multe: arriva lo sconto del 30% (se paghi subito)

Quanto rappresenta, in termini di voce di spesa, il pagamento delle contravvenzioni nel bilancio gestionale del parco aziendale? Può essere un vero e proprio salasso, in alcuni casi, anche se quasi sempre le multe vengono riaddebitate al dipendente. L’emorragia di denaro dipende molto dalla virtuosità dei driver e, soprattutto, dall’azione culturale intrapresa dai vertici aziendali. Le imprese che hanno fatto leva sulla formazione dei dipendenti in questo ambito, hanno ottenuto significativi risultati nella riduzione dei costi (unitamente al taglio del rischio di sinistri, che è strettamente legato alla guida poco rispettosa delle norme del Codice della Strada). Il sistema più funzionale per ottenere buoni risultati è quello di premiare i driver più virtuosi (magari con un upgrade sulla prossima vettura o concedendo una migliore dotazione di accessori), ma anche quello di disincentivare i driver più scorretti introducendo un sistema punitivo (downgrading e sospensione periodica del benefit per i “collezionisti di verbali”).

Anche lo Stato sta per introdurre una normativa che ha come obiettivo l’alleggerimento dei costi delle multe, unitamente al tentativo di “fare cassa” in maniera meno virtuale rispetto a quanto avviene oggi. Già, perché le contravvenzioni che rimangono impagate sono, secondo l’associazione dei Consumatori Adiconsum, oltre il 40% (l’ex Presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci è invece ancora più pessimista, perché sostiene che le multe non pagate siano addirittura il 70%). L’idea è quella di concedere uno sconto del 30% agli automobilisti che pagano la contravvenzione entro cinque giorni dal ricevimento del verbale (sia quello contestuale, cioè consegnato “brevi manu” dall’accertatore al trasgressore, sia quello ricevuto per posta con successiva notifica).

Lo sconto, invero cospicuo, porterebbe dunque denaro fresco all’Erario e avrebbe come positivo effetto “collaterale” anche la riduzione della percentuale del contenzioso tra i cittadini e lo Stato: le multe contestate rappresentano infatti quasi il 30% dei verbali elevati dalle Forze dell’Ordine. E garantirebbe pure una ventata d’ossigeno anche alle tasche degli automobilisti. Insomma: un provvedimento che farebbe contenti tutti in modo trasversale. Tant’è che l’idea, già proposta lo scorso anno dal Deputato del PD Michele Metta (che oggi è il Presidente della Commissione Trasporti della Camera), e che era rimasta ferma per la caduta del Governo Monti, è stata inserita come emendamento nel “Decreto del Fare”, e ha ottenuto l’immediato sostegno del Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi (PDL), ma pare raccogliere ampi consensi in tutto l’arco parlamentare.

Persino il Movimento 5 Stelle sembra essere favorevole per una celere approvazione del provvedimento, a patto che si aggiunga anche la loro ulteriore proposta, in effetti a mio giudizio estremamente sensata: estendere il beneficio a tutti i 60 giorni successivi alla ricezione del verbale (ossia il periodo entro il quale va obbligatoriamente pagata la contravvenzione), ma soltanto agli automobilisti che nel biennio precedente non abbiano subito la sotrattazione di punti dalla patente. Vicevensa, sempre nella proposta del M5S, dovrebbe essere impossibile applicare lo sconto nei confronti di tutte le fattispecie di sanzioni più gravi (per esempio, la guida in stato di ebbrezza, il sequestro del mezzo, il superamento dei turni di guida o la mancata osservanza dei periodi di pausa da parte dei conducenti dei mezzi pesanti).

Secondo il Ministro Lupi, questo provvedimento avrebbe anche una funzione educativa: “Chi non ha rispettato le norme di comportamento stradale, deve essere punito e quindi obbligato a pagare la contravvenzione, ma senza vessazioni e lungaggini”.

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