Batterie “liquide”, “solide”, “the next thing”…

L’ultima notizia è che la collaborazione tra il “GE Global Research Center” e il “Lawrence Berkeley National Laboratory” ha messo a punto il progetto per una batteria “ad acqua” che promette di triplicare l’autonomia delle vetture elettriche ad un quarto del costo attuale. Parliamo ancora di progetti, che potrebbero impiegare non meno di sei anni per arrivare sul mercato.
La buona notizia, però, è che si sta ripensando il modello, sviluppando tipologie diverse di batterie, utilizzando nuovi materiali, avendo ora due macro-categorie: quelle “liquide” (diciamo) e quelle “solide”.
Ad oggi abbiamo notizia di:
Batterie Solide
Le “classiche” tutto Litio;
Le Prieto (Litio-Solforose);
Batterie Liquide
Le VRFB (Vanadium Redox Flow Battery);
Batterie Liquide Economiche
Le ultimissime all’acqua di cui sopra – clicca qui;

Anche qui, però, dobbiamo tenere presente che lo sviluppo procede a ritmo incalzante e anche le batterie al Vanadium, che oggi sembrano la soluzione, dato il loro costo elevato, potrebbero essere superate da nuovi materiali, più economici, che riusciranno a garantire le stesse prestazioni: in questo senso si muove GE e la DBM, azienda tedesca di cui si sa pochissimo, che promette autonomie da 600Km e ricariche in tempi similari a quelli odierni per rifornire di carburante “alla pompa”. Del certo, oggi, vale comunque la pena investire nelle società minerarie che estraggono Vanadium…

Leave a Reply

Your email address will not be published.