Maserati: sfida vera alle ammiraglie tedesche

In un panorama di crisi accentuata del mercato dell’auto, in particolare in Italia, qualche segnale positivo c’è. E proviene da un comparto, quello delle vetture di prestigio, che è tra i più colpiti dalla congiuntura economica. Una marca italiana, dal nome altisonante perché nota in tutto il mondo per le sue potenti granturismo (e per un passato remoto nel mondo delle corse), la Maserati, sta vivendo un vero e proprio rilancio in grande stile. Una coppia di nuovi modelli, l’ammiraglia Quattroporte e la vice-ammiraglia Ghibli, un continuo affinamento della gamma Granturismo e persino un suv (d’alta classe ovviamente, chiamato Levante), in arrivo prossimamente. Qualcuno di voi si chiederà cosa c’entra la Maserati con le flotte aziendali. Ebbene: rischia di c’entrare parecchio. Ritengo infatti che le sue berline di classe possano oggi, finalmente, costituire una reale alternativa alle celebrate ammiraglie tedesche, giapponesi e inglesi.

Ovviamente più la Ghibli che la Quattroporte. La “baby ammiraglia” (che comunque sfiora i 5 metri di lunghezza, 30 cm in meno della Quattroporte), in consegna dal mese scorso, secondo i piani della Casa del Tridente dovrà rappresentare il 50% delle vendite della marca. Vendite che, da qui al 2015 dovranno crescere a dismisura. Nel 2012 la factory modenese ha venduto in tutto il mondo 6.300 esemplari. Per il 2015 saranno 50.000. Non ci credete? Ecco qualche ulteriore numero a conferma che il piano di investimenti della Casa controllata dal GRuppo Fiat (1,2 miliardi di euro per lo sviluppo dei nuovi modelli) avrà quasi certamente un ritorno positivo: nei primi otto mesi di quest’anno, nei casetti degli uffici commerciali della Maserati si sono accumulati 20.000 ordini (10.000 soltanto per la Quattroporte, visto che la Ghiblinon era ancora in fase di lancio). Il mercato più importante per l’ammiraglia Quattroporte è la Cina, dove la Casa è quasi “costretta” a far spuntare nuovi concessionari quasi fossero funghi. I maggiori volumi di vendiita complessivi, però, si raggiungono ancora negli Stati Uniti (anche se la Cina è ormai quasi in fase di sorpasso). In Europa, invece, la Ghibli è distinata a farla da padrone. Anche perché è stata la prima Maserati della storia a essere disponibile con una motorizzazione a gasolio (ed ecco la connection con il mondo delle flotte). Che, a brevissimo, è destinata ad andare a equipaggiare anche la Quattroporte.

Si tratta di un motore ormai arcinoto: è il V6 tre litri progettato dalla VM (casa italiana partecipata da Fiat che, stando a voci sempre più inistenti, vorrebbe rilevarne tutto il pacchetto azionario) che già equipaggia la Lancia Thema (alias Chrysler 300) e la Jeep Grand Cherokee. L’edizione per la Ghibli e per la Quattroporte, però, è stato pesantemente rivisitata dai tecnici di Modena. Due le versioni disponibili in termini di potenza: 250 e 275 CV. La prima è la versione specificatamente realizzata per il mercato italiano per aggirare il famigerato superbollo. In pratica l’unica differenza è una mappatura più “strozzata” della centralina elettronica. Identici i propulsori sulla Quattroporte. Se analizziamo i numeri del mercato di una marca paragonabile per classe alla Maserati, la Porsche, vediamo che questa sopravvive in Italia soltanto grazie appunto alle versioni diesel “antisuperbollo” della Panamera e della Cayenne.

Le modifiche al diesel VM hanno riguardato anche un aspetto non secondario per una berlina sportiva: il sound. Si sa che il diesel offre costi d’esercizio ridotti, prestazioni ealtanti in ripresa, ma non ha certo un bel suono di scarico, specie se paragonato alle meravigliose sinfonie dei V8 Maserati. Ma oggi con l’elettronica si fanno miracoli: grazie al Maserati Active Sound, un sistema che accorda le tonalità del motore allo stile di guida del conducente, anche un motore nato per ben altri scopi diventa melodioso. Degli attuatori acustici collocati vicino agli scarichi intervengono modulando i toni e, premendo il pulsante Sport, il suono diventa ancora più “corposo”.

Tornando alla Ghibli, con un prezzo d’attacco di 66.000 euro, diventa molto competitiva con BMW Serie 5, Audi A6 e Mercedes Classe E. Rispetto alle quali, però, vanta una dotazione di serie decisamente superiore, oltre alla qualità artigianale tipica dei prodotti Maserati. La Ghibli viene assemblata nello stabilimento torinese che un tempo era della carrozzeria Bertone. Il nuovo corso di Maserati comprenderà tra breve anche un grande suv, la Levante, che sfrutterà la tecnologia delle ultime ammiraglie del marchio del tridente, ma si avvarrà pure dei sofisticati schemi costruttivi della Grand Cherokee, costruita da Jeep he è unanimemente considerata, assieme a Land Rover, la regina dei costruttori di fuoristrada.

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