La nuova frontiera del downsizing è commerciale

Il downsizing continua a imperare nel mercato delle flotte. Sono sempre di più i modelli che si ispirano a questo concetto: diminuire la cubatura dei motori per contenere consumi, emissioni e costi d’esercizio in generale. A spingere di più sono, paradossalmente, i costruttori premium. Potrebbe sembrare un controsenso, ma non lo è affatto. Le auto che si fregiano di un brand importante sono il punto d’arrivo per gli user chooser, che però spesso devono fare i conti con car policy aziendali sempre più limitative in termini di tetto al prezzo massimo di listino, di vincoli sulle emissioni di CO2 e sui consumi medi dichiarati.

Il mercato business è sempre più importante per i costruttori, che vedono ridursi ai minimi termini le vendite retail. Logico quindi che gli sforzi progettuali e commerciali si concentrino verso il mercato che, in prospettiva, offre maggiori possibilità di sviluppo. Concentrandosi sui modelli più richiesti dagli user chooser nei segmenti medio-alti di mercato, ho notato che le motorizzazioni downsizing rappresentano la quota più consistente delle novità degli ultimi mesi. Alla ribalta sono infatti giunte da poco la BMW 518d, la Mercedes C180 Cdi Trend, la Jaguar XF 2.2D 163 CV, la Volvo V70 Polar D2, ossia tutte vetture dalle dimensioni importanti che sono state equipaggiate di motori più piccoli oppure meno potenti e che, grazie anche a una dotazione di serie più stringata (sugli accessori di comfort o di stile, ma senza alcuna rinuncia sulla sicurezza), vengono proposte con tagli di prezzo consistenti rispetto alle versioni già note. A questo downsizing più strettamente tecnico, se ne affianca un altro che è una via di mezzo tra il downsizing motoristico e il downgrading dimensionale. Mi riferisco, per esempio, alla Mercedes CLA, una coupé tre volumi a quattro porte realizzata sul pianale della Classe A che può tranquillamente prendere il posto, in una flotta premium, di una Classe C berlina (anche della serie che si approssima al debutto). Un altro esempio? La Audi A3 Sedan, berlina con tradizionale bagagliaio separato che, di fatto, può essere considerata un’alternativa alla sorella A4.

Se confrontiamo proprio una A3 2.0 TDI 150 CV con una A4 di pari motorizzazione, a parte i 30 cm di lunghezza in meno (ma una differenza meno netta in termini di abitabilità e bagagliaio), osserviamo che la dotazione è pressoché identica, i consumi sono più contenuti di circa il 10% (24,4 km/litro contro 22,2), le emissioni calano da 119 g/km di CO2 a 107 e il prezzo è a vantaggio della A3 di ben oltre 5.000 euro. Il che si traduce in un impatto medio sul canone di noleggio di circa 150 euro/mese. Anche perché la maggiore freschezza della A3 dal punto di vista anagrafico, la avvantaggia pure in termini di valore residuo.

Il medesimo discorso vale in Casa Mercedes, dove confrontando le due Classe C berlina 180 CDI 120 CV e 200 CDI 136 CV si nota che la differenza di prezzo è di circa 3.600 euro (in questo caso, però, la dotazione della 180, disponibile nell’unico allestimento Trend, è un po’ inferiore all’Executive della 200, che costituisce la versione d’ingresso di questa motorizzazione). Identici, invece, consumi ed emissioni. Ancora più consistente il risparmio se il raffronto viene fatto con la C220 CDI (ulteriori 2.000 euro in più rispetto alla C200 CDI). Puntare su una CLA 200 CDI anziché su una C200 CDI significa risparmiare 2.500 euro e avvantaggiarsi di una motorizzazione (identica per cilindrata e potenza) ma con consumi inferiori di circa il 15%, emissioni calate da 125 a 109 g/km e con omologazione Euro 6 anziché Euro 5. Non meno di 150 euro la differenza di canone al mese tra una CLA e una Classe C, complice il fatto che la Classe C odierna sta per uscire di produzione e quindi ha un valore residuo peggiore.

Nella gamma BMW Serie 5 ha destato molto stupore l’esordio della 518d, dotata del solito 2 litri a gasolio, ma con potenza ridotta a 143 CV anziché i 184 della originaria 520d. Chi l’ha guidata, però, assicura che, accelerazione a parte (la perdita è abbastanza consistente), non si sente molto la differenza di prestazioni, però ci si avvantaggia di un buon 10% di riduzione dei consumi e si risparmiano 2.500 euro a parità di allestimento. L’oscar del risparmio, però, va alla Volvo che con l’operazione Polar, un’iniziativa commerciale che la Casa svedese aveva introdotto per la prima volta all’inizio degli anni Novanta: dotazione ridotta all’essenziale, motorizzazione più fiacca, ma grande taglio al prezzo di listino. Con l’attuale V70 Polar D2 (che monta addirittura un microscopico ma efficiente 1600 a gasolio da 114 CV), il risparmio nei confronti della D3 Momentum (una 2.0 diesel da 136 CV) è di 5.000 euro. Ma il listino ufficiale della D2 Polar (39.370 euro) grazie alle promozioni scende a 29.900 euro, cioè quasi 10.000 euro di sconto. Sulle versioni più ricche lo sconto, pur generoso, non raggiunge livelli così elevati. La differenza di canone tra una D2 e una D3 può superare i 200 euro/mese, il che permette alla V70 di entrare in concorrenza, come fascia di canone, con vetture di uno o due segmenti più in basso…

Concludo questa analisi con la nuova versione downsizing della Jaguar XF: la 163 CV. 37 CV in meno a parità di cilindrata, la Limited Edition (che è la versione di lancio), costa 40.850 euro di listino, cioè oltre 7.500 euro in meno della 200 CV in allestimento “base”, rispetto alla quale, però è decisamente più ricca. Il canone di noleggio proposto direttamente da Jaguar Finance, scende a 735 euro/mese, cioè oltre 200 euro in meno rispetto ai canoni tradizionali. Il downsizing motoristico, dunque, sta portando una ventata di novità al mercato, soprattutto commerciale. Una tendenza che, ne sono certo, continuerà anche nel 2014.

 

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