Fringe benefit 2014: il solito aumento del 5%

Come a ogni fine d’anno, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato nel n. 300 del 23 dicembre (sul Supplemento Ordinario n. 86) il Comunicato dell’Agenzia delle Entrate contenente le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI le tabelle nazionali relative al periodo d’imposta 2012 dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI, che servono a determinare il compenso in natura per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti delle aziende.

I costi chilometrici sono necessari per quantificare l’importo dei rimborsi spettante ai dipendenti o professionisti che utilizzano il proprio veicolo svolgendo attività a favore del datore di lavoro ed anche per la determinazione del fringe-benefit, cioè della retribuzione in natura che deriva dalla concessione in uso ai dipendenti dei veicoli aziendali che vengono destinati ad uso promiscuo per esigenze di lavoro e per esigenze private. Le tabelle Aci del benefit auto sono predisposte sulla base di una percorrenza annua di 15mila chilometri che è quella prevista dal Fisco per il calcolo del reddito da indicare in busta paga. Il fringe benefit annuale, riportato nell’ultima colonna delle tabelle, è ottenuto moltiplicando il costo al chilometro dell’autovettura interessata per 15mila e calcolando quindi il 30% del risultato, quota che la legge attribuisce appunto all’uso privato da parte del dipendente.

Nel 2013 abbiamo assistito a un aumento esponenziale del ricorso alla formula del rimborso chilometrico ai dipendenti: molte aziende stanno infatti rinunciando al parco aziendale in favore dell’utilizzo per scopi lavorativi delle auto private di proprietà dei dipendenti. Una formula che consente un risparmio consistente in termini di spese effettive delle imprese (le più recenti misure restrittive sulla fiscalità dell’auto aziendale hanno “tagliato” i vantaggi fiscali in media del 6%), ma che va in molti casi va discapito della sicurezza. Non sempre infatti il dipendente è dotato di vettura di recente immatricolazione, che quindi spesso è carente nella dotazione di sicurezza (airbag ed esp in primis). Senza dimenticare che nel caso delle vetture aziendali acquisite con la formula del noleggio a lungo termine, la manutenzione periodica è puntuale e garantita dai termini dei contratti di locazione.

Tornando agli importi delle tabelle Aci per il 2014, si sono registrati i soliti aumenti percentuali medi, anche quest’anno attorno al 5%. Gli aumenti sono calcolati sulla base del valore dell’inflazione e sulle variazioni dei prezzi delle auto e dei costi di manutenzione. Analizzando le tabelle, emergono alcune curiosità interessanti. Come per esempio che il fringe benefit delle uniche due auto elettriche presenti negli elenchi (la Peugeot iOn e la Smart Electric) sono profondamente differenti: il costo al km della Smart sfiora gli 0,49 euro/km, mentre quello della elettrica francese si limita a 0,326. L’auto ibrida con costo chilometrico più basso è la Toyota Yaris (0,4455), mentre lo stesso modello, ma dotato di alimentazione a gasolio, si mantiene, seppure per pochi centesimi di euro, al di sotto degli 0,40 euro/km).

Sul sito dell’ACI, all’indirizzo internet www.aci.it è possibile effettuare il calcolo direttamente online, oppure scaricare le intere tabelle.

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