Una flotta con emissioni a 100 g/km? Si può fare

La nuova serie della "media" di Stoccarda ha emissioni di CO2 inferiori ai 100 g/km.

La nuova serie della “media” di Stoccarda ha emissioni di CO2 inferiori ai 100 g/km.

In questi primi mesi del 2014 il mercato dell’auto sta assistendo all’ingresso nei listini di una nuova generazione di automobili e motorizzazioni che, complice l’imminente entrata in vigore della normativa ambientale Euro 6, segna un ulteriore passo in avanti nell’ecologia. Rendendo possibile un obiettivo che, fino a qualche tempo fa, era soltanto un sogno: la creazione di una flotta realmente virtuosa, con un livello medio di emissioni di CO2 inferiore ai 100 grammi/chilometro.

Il livello medio delle flotte italiane è oggi attorno ai 135 g/km. Un livello che ci pone (una volta tanto…) ai primi posti in Europa. Ma si può fare decisamente meglio. L’obiettivo di avere una flotta “verde” è stato finora ottenuto attraverso l’introduzione nella car grid di modelli ad alimentazione alternativa: metano, ibride e qualche (rara) auto elettrica. Che senz’altro hanno contribuito ad abbassare i costi dei rifornimenti di carburante, ma non hanno permesso, se non in minima parte, la riduzione dei costi globali d’esercizio. Migliori risultati, sotto il profilo economico, si sono ottenuti con il downsizing: auto più piccole di dimensioni e cubature motoristiche hanno contribuito ad abbassare i costi d’esercizio in maniera significativa. La cilindrata media delle flotte italiane ormai si attesta a 1,5 litri per le flotte di pool e a 1,7 litri per i parchi composti prevalentemente di user-chooser.

La vera novità di quest’anno non è tanto la riduzione ulteriore dei motori, quanto l’ingresso in campo di vetture di minore peso e di maggiore efficienza aerodinamica e meccanica. L’utilizzo di tecnologie più sofisticate nella produzione delle scocche e l’adozione di impianti per lo sfruttamento dell’energia in frenata sta dando vantaggi molto significativi. Per esempio, una “compatta” di nuova generazione pesa almeno 100 kg in meno rispetto a un modello similare di cinque anni fa. Il che si traduce in un abbattimento di consumi ed emissioni di almeno il 10%. Più si sale di segmento, maggiori sono i vantaggi ottenibili. Anche nel comparto delle vetture di classe medio-alta, il livello di emissioni di CO2 si attesta ormai attorno ai 100 g/km: la nuova Classe C Mercedes, per esempio, nella motorizzazione 180 Bluetec arriva a 99 g/km (la generazione precedente si attestava attorno a un buon 20% in più). La gamma delle Audi A4 diesel parte da 104 g/km, ma entro fine anno è previsto l’avvicendamento con una nuova generazione di questa media. Entro il 2014 arriverà anche la nuova Jaguar XE, che avrà per concorrente principale la BMW Serie 3: anch’essa, grazie alle nuove motorizzazioni a gasolio, promette emissioni inferiori ai 100 g/km.

Cerchiamo di capire cosa significa un livello di emissioni così contenuto. Attestarsi sotto i 100 g/km vuol dire ottenere un consumo medio superiore ai 26 km/litro. D’accordo, siamo sui livelli teorici ottenuti nei cicli di consumo delle omologazioni. Ma significa comunque rilevare un consumo medio reale non inferiore ai 20 km con un litro di gasolio. Ovvero almeno il 25% in meno rispetto a quanto oggi si ottiene attraverso una guida attenta con un’auto della generazione precedente. Ancora più significativi i valori oggi ottenibili con un’utilitaria. E nemmeno scegliendo tra quelle più avanzate dal punto di vista tecnologico o dotata di alimentazione ibrida. Una Renault Clio 1.5 dCi Eco Business, per esempio, ha un livello di emissioni di soli 83 g/km. Il che si traduce in un consumo dichiarato di 31,3 km/litro.

I vantaggi in termini di consumo si sposano con la riduzione dei costi di manutenzione. Già: il progresso tecnologico permette anche un allungamento degli intervalli dei tagliandi. E, prossimamente, arriveranno ulteriori plus, come per esempio alcuni benefici in termini di tasse. Il bollo, secondo un disegno di legge in procinto di essere esaminato in Commissione Finanze alla Camera, prevede una totale ridefinizione dei criteri di calcolo: la tassa sarà commisurata sulla base delle emissioni di CO2, e non più sulla potenza del motore. La proposta di legge, che vede come ideatore e primo firmatario il Presidente della Commissione Finanze, l’Onorevole Daniele Capezzone, propone anche un migliore trattamento fiscale per l’auto aziendale e l’introduzione di nuovi sistemi incentivanti per l’acquisto (e naturalmente il noleggio) delle flotte. Tutto ciò si tradurrà in un significativo vantaggio nella riduzione dei costi globali delle flotte e in un innalzamento dei valori residui dell’usato di nuovissima generazione (con conseguente abbattimento dei canoni di noleggio).

Insomma: sta per innescarsi, finalmente, un circolo virtuoso che potrebbe portare al rilancio del mercato dell’auto. Attenzione, dunque: è ora di effettuare una profonda revisione della car grid per le vostre flotte.

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