Renault-Nissan e Daimler sempre più alleate

I Ceo di Renault-Nissan Carlos Ghosn (a sinistra) e di Daimler Dieter Zetsche.

I Ceo di Renault-Nissan Carlos Ghosn (a sinistra) e di Daimler Dieter Zetsche.

La partnership tra Renault-Nissan e il Gruppo Daimler si consolida: da accordo europeo per produrre motori assieme e assemblare sulla stessa piattaforma due citycar ad alleanza globale che prevede impianti di fabbricazione in Messico e Stati Uniti. Carlos Ghosn e Dieter Zetsche, rispettivamente Ceo di Renault-Nissan Alliance e di Daimler hanno annunciato la costituzione di una joint venture paritetica che si svilupperà in un nuovo stabilimento ad Aguascalientes, nel Messico centro-settentrionale, nelle vicinanze di uno stabilimento Nissan già operativo. E che si aggiunge alle tante altre iniziative in comune che sono state sviluppate negli ultimi anni, compreso uno scambio azionario tra i due gruppi.

A partire dal 2017 la nuova fabbrica messicana sfornerà 300.000 veicoli all’anno, che porteranno il marchio Infiniti (per primo) e a seguire quello Mercedes. Saranno vetture di classe media, caratterizzate da qualità elevata e dai due marchi premium dei partner. Ovvero esattamente la tipologia di modelli di maggiore successo in questo momento sui mercati internazionali, in particolare nelle flotte aziendali. L’alleanza tra i franco-nipponici e i tedeschi, quindi, si sta rivelando una delle più riuscite sullo scacchiere automobilistico internazionale. I due gruppi sono assolutamente complementari: specializzato nei prodotti di massa il primo gruppo, più incline ai veicoli di lusso il secondo. Pochi i punti di sovrapposizione: la Smart tra le citycar, dove Renault ha la Twingo, i veicoli commerciali, le auto Infiniti, il premium brand di Nissan che però, rispetto al colosso Mercedes, realizza volumi produttivi decisamente inferiori.

I due partner, che collaborano ormai da quattro anni, hanno fatto delle potenziali sovrapposizioni un vero punto di forza, per permettere la crescita di know-how e la competitività tecnologica e produttiva proprio dove uno dei due partner non ne aveva le capacità. Ne sono un chiaro esempio le sinergie sui veicoli commerciali, dove Mercedes ora dispone, nella gamma bassa, del Citan, che altri non è che un Renault Kangoo; ma anche l’utilizzo di motori diesel Mercedes sulle medio-grandi di Infiniti. E adesso è la volta del motore due litri turbo benzina che è prodotto nello stabilimento americano in Tennessee e che andrà a equipaggiare sia le Classe C sia le Infiniti Q50. Per non parlare delle nuove Twingo e Smart a motore posteriore, che stanno per esordire sul mercato proprio in questi mesi e che si basano su una piattaforma pressoché identica. Infine una nuova generazione di motori a 3 e a 4 cilindri di media cilindrata, a disposizione di tutti i modelli dei marchi.

Così facendo, Mercedes spera di risolvere definitivamente il problema della scarsa redditività di Smart. E Renault può distribuire su volumi produttivi maggiori i costi di progettazione e sviluppo della nuova Twingo. Mentre Infiniti si avvale di motorizzazioni all’altezza di un brand che aspira a competere con i marchi premium più prestigiosi. E che quindi può finalmente imporsi anche sul mercato delle flotte aziendali. Tedeschi, francesi e giapponesi sono convinti che la strada intrapresa sia quella giusta: nei prossimi anni esordirà una nuova piattaforma specifica che permetterà a Mercedes e Infiniti di disporre di quattro modelli inediti, tra cui una crossover. Che sia la volta buona per Infiniti per entrare nel novero dei brand premium che contano nelle flotte aziendali? Probabilmente sì. D’altra parte, i numeri del mercato indicano chiaramente che le flotte occupano una parte sempre più consistente delle vendite totali. Senza una politica specifica per questo comparto nessun costruttore premium può sperare di raggiungere il successo. Sui mercati internazionali, ma adesso anche su quello italiano.

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