Che meraviglia: ora c’è anche l’Ocse contro le auto aziendali

SEDE-OCSE-PARIGI_sottNon bastava il Governo italiano ad affossare l’auto aziendale: adesso ci si mette anche il prestigioso organismo internazionale di studi economici, che ha sede a Parigi, a sculacciare coloro che si “divertono” a utilizzare l’auto aziendale per lavoro, tentando magari di tirare avanti l’impresa pur tra le mille difficoltà che la crisi imperante continua a proporre ogni giorno dal 2008. L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), è un organismo nato all’indomani del secondo conflitto mondiale con l’iniziale obiettivo di coordinare al meglio gli aiuti economici all’Europa uscita devastata dalla guerra (ricordate il Piano Marshall?). Oggi conta 34 Paesi membri (tra cui in prima fila l’Italia) e si occupa (o dovrebbe occuparsi) di integrazione e cooperazione economica e finanziaria tra i Paesi dell’Occidente. Ha recentemente pubblicato uno studio intitolato “I benefici delle auto aziendali sono sotto-tassati”, in cui si asserisce che “le auto aziendali inquinano troppo perché fanno troppi chilometri. Sarebbe quindi bene ridurre i benefici fiscali di cui godono in numerosi Paesi”.

Ma che bella trovata! Siamo sicuri che questa preziosissima analisi troverà terreno fertile tra i nostri governanti, che sono sempre alla caccia di nuovi sistemi per spremere i contribuenti del Belpaese. Quasi certamente una sponda sicura questa proposta la troverà nel nostro attuale Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che, giova ricordarlo, proprio dall’Ocse arriva, scovato qualche mesetto fa dal Premier Renzi per andare a ricoprire il delicato incarico di titolare del dicastero con sede in Via XX Settembre. Padoan, è bene sottolinearlo, conserva tuttora l’incarico di Vice-segretario generale dell’Ocse…

In sostanza, cosa sostiene la farneticante analisi dei “soloni” di Parigi? Che le politiche troppo benevole nei confronti delle flotte aziendali contribuiscono a innalzare le emissioni di CO2, la congestione del traffico e quindi l’inquinamento. Secondo l’autorevolissimo studio, che ha preso in considerazione 27 dei 34 Paesi aderenti all’Ocse più il Sudafrica, il risultato dei regimi di tassazione favorevoli per le auto aziendali è pari a un sussidio medio di 1.600 euro l’anno. Peraltro con grandi differenze tra le varie nazioni: si va dai 57 euro del Canada agli oltre 2.700 del Belgio.

Ma la povera “Italietta”, in cui l’auto aziendale è stritolata da tasse e balzelli ogni giorno sempre più avvilenti, sarà sicuramente tra i Paesi più virtuosi, giusto? Nossignori: siamo una nazione di “fetentoni”, in cui le agevolazioni sono tra le più “pericolose”! Occupiamo infatti la settima piazza, di rincalzo a quegli abnormi produttori di inquinamento da monossido di carbonio e altre sostanze inquinanti, ossia Francia e Germania. Poco importa, ai farneticanti studiosi dell’Ocse, che l’Italia si collochi tra i Paesi in cui più bassa è la percentuale di auto aziendali sul totale delle immatricolazioni (e gli utenti delle flotte aziendali sanno perfettamente il perché).

Insomma, siamo al settimo posto su 28 per ammontare di agevolazioni fiscali sull’auto aziendale. Quindi, in teoria, dovremmo pure ringraziare di tanta benevolenza! Molto meno agevolati, sempre secondo gli “scienziati” dell’Ocse, sono gli utenti di auto aziendali di Svizzera, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti. Peccato che i “professoroni saccenti” abbiano trascurato di analizzare il fatto che in Italia i carburanti siano sottoposti a un regime di tassazione che non ha eguali al mondo (accise e Iva sulle accise, come a dire una tassa sopra la tassa…!). E che, se è vero che chi utilizza l’auto per lavoro percorre più strada degli automobilisti privati (secondo l’Ocse fino a tre volte tanto), ciò significa che ciascun business driver paga una Carbon Tax spaventosa per ogni km che percorre.

Secondo l’Ocse, invece, e cito testualmente, “i Governi tassano le auto aziendali meno dei salari e le tassano con meccanismi che incoraggiano gli utilizzatori a guidare per distanze più lunghe”. Ecco l’ultima castroneria: noi automobilisti che facciamo dell’auto un utilizzo aziendale ci divertiamo assai a fare più strada del necessario. Verissimo: quando, la prossima volta che mi recherò in auto da Milano a Roma, sarò arrivato a destinazione, se avrò qualche oretta di anticipo, farò un salto a Reggio Calabria a osservare il tramonto. Così, tanto per tenermi in allenamento!

Secondo l’Ocse il costo totale dei benefici fiscali derivanti da incentivi nei 28 Paesi sotto osservazione cuba 26,8 miliardi di euro di mancati introiti per l’Erario, cui vanno aggiunti non meglio specificati “costi sociali e ambientali” pari a 116 miliardi. E per finire, l’Ocse se la prende pure con i governanti che favoriscono l’utilizzo del gasolio al posto della meno inquinante benzina verde, attraverso una tassazione più favorevole al diesel. Hanno realmente ragione: da noi le tasse sulla benzina incidono per il 59% del prezzo, mentre sul gasolio “soltanto” per il 55%!

Concludendo, secondo l’Ocse occorre “smettere di incentivare le auto aziendali ed eliminare i vantaggi fiscali sul gasolio”. Signori, prepariamoci dunque all’azzeramento della deducibilità e della detraibilità sull’auto aziendale, e a pagare il gasolio più della benzina. Che buon pro ci faccia.

Leave a Reply

Your email address will not be published.