Nuovo bollo auto: il cammino prosegue

cameraChe ne è stato della proposta di revisione del sistema di tassazione sull’auto formulata a fine maggio scorso dal Presidente della Commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone, e annunciata qualche mese fa in anteprima da Fleetblog? L’iter prosegue con tempistiche abbastanza rapide (conoscendo i tempi biblici che solitamente caratterizzano i lavori parlamentari). L’ultimo passaggio ufficiale, importantissimo, è stato nei giorni scorsi, quando la Commissione ha approvato il Disegno di Legge 2397, che ha per titolo “Riforma della disciplina delle tasse automobilistiche e altre disposizioni concernenti l’imposizione tributaria sui veicoli”. Il relatore della proposta è l’Onorevole Silvia Fregolent, esponente del Partito Democratico. La connotazione politica del relatore è un aspetto fondamentale per comprendere quali chance abbia la proposta di diventare Legge dello Stato: appartiene allo stesso partito del Premier Matteo Renzi, mentre il Presidente della Commissione Finanze, come detto in precedenza ideatore del Disegno di Legge, Daniele Capezzone è noto esponente di Forza Italia. Questo “asse trasversale” tra maggioranza e opposizione è proprio l’obiettivo di Capezzone per far ottenere un approdo sicuro al provvedimento: la fiscalità sull’auto – sostiene giustamente il Presidente della Commissione – è un tema che interessa tutti e che prescinde da ogni colorazione politica. Che Capezzone abbia avuto l’occhio lungo, lo dimostrano i tanti esponenti politici che hanno espresso apprezzamento al Disegno di Legge.

Cosa prevede, in sintesi, il Disegno di Legge 2397? Innanzitutto l’esenzione dal bollo per tre anni per chi acquisterà (o noleggerà) un’auto nuova, che diventano cinque nel caso di acquisizione di veicolo  a gpl, metano, ibrido o elettrico. In seguito, il bolo verrebbe commisurato sulla base delle emissioni di CO2, secondo il concetto del “chi più inquina, più paga”. Di fatto, quindi, una formidabile leva economica per l’accelerazione dello svecchiamento del parco circolante italiano (il più vetusto d’Europa) e un premio anche alle aziende dotate di parco auto che, come è noto, hanno da molti anni una maggiore sensibilità verso le tematiche del rispetto ambientale. Proprio in favore di chi utilizza l’auto per scopi professionali, il provvedimento prevede anche una più favorevole fiscalità in termini di deducibilità e detraibilità, con un ripristino della situazione antecedente la cosiddetta “legge Fornero” (quella entrata in vigore all’epoca del Governo Monti, che prevedeva che una consistente fetta di risorse economiche necessarie alla riforma del mercato del lavoro venisse attinta dalle maggiori entrate conseguenti un’incentivazione fiscalità sull’auto aziendale dimezzata).

Ma veniamo agli ultimi accadimenti: passato il vaglio in Commissione, Capezzone si attendeva un’accelerazione dell’iter parlamentare, con una calendarizzazione del provvedimento in Parlamento in tempi ravvicinati. Cosa che, purtroppo, non è avvenuta. Il rischio di impantanarsi nelle solite sabbie mobili ha spinto Capezzone a compiere un vero e proprio blitz: questa settimana inserirà il testo del Disegno di Legge 2397 come emendamento alla Legge di Stabilità. Sortirà l’effetto sperato di far approvare il provvedimento in tempi rapidissimi? Ce lo auguriamo tutti.

Qualora non dovesse farcela, Capezzone premerà per un più rapido inserimento nel calendario dei lavori della Camera dei Deputati. Nel frattempo, le fila dello schieramento trasversale favorevole alla revisione della fiscalità sull’auto si stanno ingrossando. E, cosa altrettanto importante, da parte di tutte le associazioni della filiera dell’automobile, il consenso è totale.

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