La realtà aumentata entra in autofficina

reata_aumentataIl settore Automotive è soggetto ad una evoluzione tecnologica incessante. Una sfida che richiede anche agli operatori del comparto una gestione sempre più attenta ed evoluta: officine, carrozzerie e gommisti devono trasformarsi in piccole aziende di grandi imprenditori, se vogliono rimanere competitivi e vincere la sfida dei mercati.
Ad essi è dedicato l’Open Day, sabato 15 e domenica 16 novembre, con incontri di approfondimento e nuove tecnologie applicate. Sabato pomeriggio in anteprima nazionale verrà presentata una sofisticata strumentazione per la diagnosi dell’auto tramite Realtà Aumentata, che utilizza speciali occhiali Epson. Un futuro dietro l’angolo, come spiegherà alle ore 15.30 Texa, il leader europeo nella diagnostica.
A cosa serve la realtà aumentata in officina?
A lavorare meglio e in modo più sicuro.
Un problema che il meccanico si trova ad affrontare quotidianamente è la necessità di lavorare sul veicolo alternando continuamente lo sguardo dalle proprie mani allo strumento di diagnosi, cosa particolarmente fastidiosa in caso di operazioni in spazi angusti come il cofano motore o il sottoscocca. Tutto questo potrà cambiare grazie all’utilizzo di Moverio BT-200 e dell’applicazione sviluppata. L’uso degli occhiali Moverio BT-200 consentirà infatti al tecnico riparatore di guardare l’oggetto del suo lavoro in modo nuovo. La prova di un sensore, il collegamento e la misura con uno strumento TEXA avverranno con una facilità e comodità mai provate in precedenza. Il tecnico potrà regolare un sensore agendo con le mani sul suo posizionamento meccanico e contemporaneamente vedere sovrapposta alla scena l’informazione fornita dal software di diagnostica IDC4 TEXA.
Con l’arrivo di nuove tecnologie e motorizzazioni elettriche, l’uso degli occhiali e delle informazioni di sicurezza ottenibili grazie alla realtà aumentata diminuisce il rischio di operazioni pericolose, perché ogni punto critico è evidenziato da segnali che tramite gli occhiali appaiono sovrapposti ad esempio, alle parti sotto tensioni pericolose.

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