Rinnovo del parco circolante: non bastano gli incentivi

circolante Novità sul fronte del cosiddetto “Pacchetto Auto”, il Disegno di Legge proposto dal Presidente della Commissione Finanze della Camera, onorevole Daniele Capezzone: è diventato un emendamento alla Legge di Stabilità,. Si tratta di un cambio di strategia che ha come obiettivo l’accelerazione dell’iter burocratico. In sostanza, poiché propone una fiscalità più equa sull’auto, chiama al voto i parlamentari: chi è favorevole sarà “costretto” a votare sì, senza se e senza ma. E così si potranno stanare furbetti e demagoghi.

L’emendamento, che porta il numero 9.07 (primo firmatario, naturalmente, Capezzone, più altri trenta e passa deputati, secondo uno schieramento assolutamente “bipartisan”), è stato ripresentato esattamente nella versione in cui fu approvato in Commissione Finanze un mese fa. Ha già superato il vaglio di ammissibilità ed è rientrato nel pacchetto dei cosiddetti “emendamenti segnalati”, il che significa che andrà certamente al voto in Commissione Bilancio.

L’accelerazione impressa al provvedimento è cosa buona e giusta: occorre rompere gli indugi e rilanciare il mercato dell’auto (gli addetti ai lavori sostengono che una fiscalità più favorevole sull’auto porterebbe quasi 200.000 auto nuove in più all’anno), perché il parco circolante italiano sta invecchiando oltre misura: l’età media delle quattro ruote è ormai di 9,5 anni, come sostiene un recentissimo studio dell’Aci. Per dare un’idea dei volumi, sono un esercito di oltre 10 milioni le automobili con più di 13 anni di età. L’obsolescenza ha un impatto drammatico sulla sicurezza e sull’ambiente. Il rischio di incidente mortale quando si è a bordo di un’auto di dieci anni è più che doppia rispetto a quello che si corre quando si conduce una vettura nuova; le emissioni di monossido di carbonio di una vettura Euro 1 a benzina del 1993 sono superiori del 172% rispetto a una Euro 4 e un diesel Euro 1 rilascia 27 volte il quantitativo di polveri sottili di un moderno Euro 5.

La rottamazione e il contemporaneo acquisto incentivato di un’auto nuova non è però la soluzione ottimale per le tasche degli italiani, o perlomeno non è l’unica: prova ne è il fatto che le precedenti tornate di bonus statali hanno prodotto solamente alcune “fiammate” del mercato, per poi far precipitare il mercato nella situazione pregressa. E’ il costo di gestione di un’auto a incidere gravemente sulle tasche dei consumatori, il che vale in particolare modo sulle auto aziendali: bollo, assicurazioni sempre più care, costi di manutenzione in crescita e fiscalità penalizzante colpiscono soprattutto chi utilizza l’auto prevalentemente per gli spostamenti lavorativi. E’ quasi paradossale che, pur con tutta la tecnologia che i costruttori mettono a disposizione degli automobilisti in termini di riduzione dei consumi e delle emissioni, e del grande incremento della sicurezza che permette di salvare migliaia di vite umane (con conseguente risparmio in termini di costo sociale), ancora oggi chi cambia l’auto sia costretto a sostenere costi di gestione più elevati.

Ha dell’incredibile pensare che, al di là dell’immagine che si rivolgerebbe all’esterno e degli impatti sulla sicurezza, se un’azienda decidesse di utilizzare un’auto di dieci anni anziché una nuova, avrebbe un costo effettivo di circa un terzo! Perché la deducibilità delle spese è ridicola, la detraibilità dell’Iva quasi nulla e sono praticamente assenti sistemi che incentivano l’acquisto di auto veramente ecologiche. L’abolizione del bollo per i primi 3-5 anni, come proposto da Capezzone, e il ritorno alla fiscalità aziendale “ante Legge Fornero” costituirebbe un primo passo, cui dovrebbe seguire, sempre nelle intenzioni del Presidente della Commissione Finanze, una revisione del sistema di calcolo del bollo, basato sulle emissioni di CO2 e non più sui kW di potenza del motore, e un progressivo avvicinamento alla fiscalità media europea sull’auto aziendale.

  1. Pizzolato Gabriele novembre 25, 2014, 11:40 am

    siamo giunti alk momento che il cambio di strategia per defiscalizzare l’auto si rende non necessaria, ma doverosa nei confronti dei milioni di automobilisti, e aziende che potrebbero acquistare o noleggiare come avviene in germania, tutto ciò genererebbe
    solo positività per le casse dello stato.
    ricordatevi che se riparte l’auto un pò tutta l’economia si muove, siate veloci e convinti

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