Cosa significa “mercato dell’auto +25%”?

Incentivi FGAIl risultato di aprile nelle immatricolazioni di auto nuove ha fatto gridare al miracolo da parte di molti osservatori: +24,2% di nuove targhe rispetto allo stesso mese del 2014. Si tratta di quasi 30.000 auto nuove in più in un solo mese. Siamo in pratica tornati ai livelli di tre anni fa, quando la crisi era nel pieno della sua virulenza. Dunque è difficile, a mio parere, gridare al miracolo, perché il livello delle vendite in Italia è ben lontano dagli splendori di 8-10 anni fa. Però un sorriso a mezza bocca è più che giustificato.

Anche perché, ed è questo il vero segnale positivo, più dei numeri in sé: la crescita sta riguardando tutti i comparti del mercato: i privati, le aziende e i noleggi. Una crescita non uniforme, in effetti, ma contraddistinta sempre dal segno più: privati +28%, acquisti diretti delle aziende +17%, noleggi a breve termine +25%, a lungo termine +11%. Il risultato migliore, come si può notare, è quindi quello dei privati. Non poteva essere altrimenti, visto che negli scorsi anni questa tipologia di cliente era quasi considerabile in via d’estinzione…

Quali sono i perché della ripresa del mercato? In un’economia del Paese in cui gli altri indicatori non brillano, è lecito smorzare gli entusiasmi: la “ripresina” avviene perché il fondo lo si era toccato da tempo, e non si poteva non risalire. Se questo trend dovesse confermarsi (e non ci sono motivi per sostenere il contrario, in effetti), a fine anno di sfioreranno il milione e mezzo di nuove targhe. Nel 2007 furono un milione in più. Basterebbe questo dato per chiudere la discussione!

Concentriamoci perciò su un’analisi un po’ più dettagliata. Il ritorno a vendite più “robuste” è dovuto, più che alla rinata fiducia dei consumatori, al grande sforzo dei costruttori (e dei noleggiatori) nel proporre modelli sempre più accattivanti, ecologici e dai ridotti costi di gestione, in abbinamento a sconti e promozioni che mai finora si erano visti di tale entità. Confrontando i prezzi di oggi, pur considerando l’inflazione, con quelli in vigore durante l’ultima tornata degli incentivi, terminata agli albori di questo decennio, vediamo che i prezzi sono ancora più bassi, pur in assenza di bonus economici da parte dello Stato. Sebbene le auto di oggi siano più costose da produrre perché più sofisticate dal punto di vista della sicurezza e dell’abbattimento dell’inquinamento.

Quello che manca, oggi, per far tornare il consumatore italiano all’acquisto di massa, è la parolina magica “incentivo”. Lo si evince a chiare lettere osservando la riuscita campagna pubblicitaria di FGA, che fa leva, oltre che su uno spumeggiante Piero Chiambretti, sulla parola “rottamazione”. Buttare via la vecchia auto per acquistarne una nuova, però, è una leva commerciale che funziona soltanto sul mercato retail, ma non sul mercato business.

Il quale avrebbe bisogno di ben altre leve: per esempio un’opportunità fiscale migliore. Un tema che, come affrontato più volte da Fleetblog, vede lo scarso impegno da parte di quasi tutta la classe politica del nostro Paese. Che devono fare, dunque, le aziende che si accingono a rinnovare comunque il loro parco auto? Devono abituarsi a sfruttare tutte le opportunità che il mercato offre loro dal punto di vista commerciale. Chi pensa di rivedere in profondità la propria Car Policy ha ragione: oggi il concetto di mobilità aziendale impone una riflessione assai approfondita. Avremo presto altre occasioni per parlarne.

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