Barometro 2005-2015: passato e futuro della mobilità aziendale

logo_arvalMobilità sempre più flessibile e integrata, servizi innovativi e sostenibilità: questi i trend che emergono dal Barometro 2015 delle Flotte Aziendali, la ricerca del Corporate Vehicle Observatory di Arval, giunta quest’anno alla sua decima edizione.

Il Barometro delle Flotte Aziendali è la ricerca di mercato internazionale che, ogni anno, monitora le tendenze e anticipa le evoluzioni delle scelte di mobilità professionale in Europa e in Italia

Quest’anno, il Corporate Vehicle Observatory italiano compie 10 anni e, per celebrare la ricorrenza, oltre all’Edizione 2015 del Barometro, presenta anche un’analisi storica sulle trasformazioni registrate dal 2005 ad oggi nel mercato delle flotte aziendali.

Un’analisi storica resa possibile dalla metodologia utilizzata per la ricerca rimasta costante nel corso degli anni. Complessivamente, ogni anno, sono state intervistate oltre 4.500 aziende, di cui circa 3.600 in Europa e 300 in Italia, di tutte le dimensioni e di differenti settori merceologici.

Tre i macrotrend di riferimento che hanno caratterizzato il decennio e che ispireranno gli sviluppi dei prossimi anni: l’evoluzione della mobilità aziendale, l’innovazione nei servizi e la sostenibilità diffusa.

Mobilità aziendale: una continua evoluzione

In questi dieci anni, il Barometro evidenzia un’evoluzione nella gestione della mobilità all’interno delle aziende.

Un cambiamento che, sempre più di frequente, amplia il ruolo del “Fleet Manager” evolvendolo in “Mobility Manager”, vale a dire una figura in grado di gestire tutti gli aspetti della mobilità aziendale: oggi il 53% delle aziende intervistate con oltre 100 dipendenti dichiara la presenza di questa figura all’interno della propria struttura.

A questa evoluzione corrisponde un crescente interesse per i servizi di mobilità estesa, quali gli “audit di mobilità” (il 15% delle aziende italiane intervistate dichiara di esserne interessata, una percentuale maggiore rispetto alla media europea che risulta essere pari all’11%) o le modalità di uso condiviso dei veicoli, quali car sharing e car pooling, di interesse per oltre il 20% degli intervistati.

La mobilità aziendale rappresenta, quindi, una sfida per l’intero settore del Noleggio a Lungo Termine, che dovrà essere sempre più in grado di soddisfare le diverse esigenze di mobilità flessibili richieste dalle aziende.

Consulenza e servizi innovativi per la mobilità aziendale del futuro

Alle società di Noleggio a Lungo Termine vengono richieste competenze sempre più ampie in grado di soddisfare tutte le esigenze delle aziende clienti.

Mentre nel 2005 l’attenzione del 96% degli intervistati era focalizzata sui servizi tradizionali del Noleggio a Lungo Termine (quali, ad esempio, manutenzione e assicurazione del veicolo), oggi sono maggiormente richiesti i servizi di taglio più consulenziale, volti a soddisfare esigenze specifiche, quali, ad esempio, la consulenza nella “costruzione” della Car Policy (implementata nel 15% delle aziende con oltre 100 dipendenti) e in materia di Total Cost of Ownership (TCO).

Confermato anche nel 2015 l’interesse per i servizi dedicati ai veicoli commerciali: il 20% dei rispondenti, sia di piccole e medie imprese che delle realtà aziendali più grandi, manifesta l’interesse nei confronti di servizi di manutenzione dedicati ai veicoli commerciali e agli allestimenti.

Di grande interesse anche i servizi consulenziali dedicati alla scelta del veicolo commerciale e dell’allestimento più adatto alle specifiche esigenze aziendali.

 

Mobilità aziendale e sostenibilità: un binomio imprescindibile sempre più diffuso

L’analisi dei 10 anni del Barometro evidenzia come la mobilità aziendale abbia spesso anticipato le tendenze riscontrabili sul mercato per ciò che concerne l’uso dei veicoli a basso impatto ambientale: il potenziale interesse per le alimentazioni alternative degli anni passati si è trasformato gradualmente in un loro effettivo inserimento in flotta.

Da sempre le aziende italiane hanno mostrato uno spiccato interesse verso i veicoli “green”: già nel 2005 il 45% delle stesse dichiarava l’intenzione a inserire all’interno della propria flotta vetture ad alimentazione ecologica nei due anni successivi.

A partire dal 2013 si è passati ad un effettivo inserimento in flotta di veicoli ecologici e, oggi, il 40% delle aziende italiane con oltre 100 dipendenti dichiara di utilizzare almeno un veicolo ad alimentazione alternativa.

Interessante, in particolare, osservare la crescita delle alimentazioni a gas, una specificità tutta italiana rispetto ai trend europei. Per fare un esempio, sempre su questo segmento, dal 2013 a oggi, la percentuale di aziende che ha in flotta almeno un veicolo a GPL è salita di oltre 20 punti percentuali (dal 10% al 32%).

Un’importante crescita si osserva, seppur a tassi inferiori, anche per alimentazioni ibride ed elettriche.

Grégoire Chové, Direttore Generale di Arval Italia, afferma: “Il 2015 è un anno significativo per Arval, che celebra 20 anni di presenza sul mercato italiano e 10 anni di studi e ricerche del Corporate Vehicle Observatory. Una presenza importante, quella del nostro Centro Studi, che dà alla nostra leadership di mercato il valore aggiunto di trend setter e leader culturale del settore. Proprio grazie al Corporate Vehicle Observatory abbiamo potuto osservare come, nel decennio scorso, il mondo delle flotte si sia evoluto: questo pone delle sfide all’intero comparto del Noleggio a Lungo Termine. Sarà sempre più strategico, infatti, essere in grado di offrire al mercato strumenti e servizi che possano soddisfare le esigenze di una mobilità sempre più integrata e flessibile, rispondendo a richieste di noleggio che vanno da 10 minuti a 10 anni.”

“Grazie alle dieci edizioni del Barometro delle Flotte Aziendali – afferma Valeria Evangelista, Head of Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia – possiamo tracciare l’evoluzione della mobilità aziendale dal passato al futuro, offrendo un punto di vista originale e sempre aggiornato sui trend del settore che, direttamente o indirettamente, incideranno sugli sviluppi delle scelte aziendali dei prossimi anni.”

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