L’Antitrust indaga sui noleggiatori: forse è un colpo di sole…

Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Antitrust dal 2011.

Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Antitrust dal 2011.

La notizia è talmente incredibile da risultare assimilabile a un romanzo di fantascienza: in Italia abbiamo un organismo statale che funziona come un orologio svizzero! Si tratta dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, nota semplicemente come l’Antitrust. Nel corso del 2014, i solerti sorveglianti del libero mercato, sotto il comando dell’avvocato cassazionista e professore universitario Giovanni Pitruzzella, hanno svolto ben 25 istruttorie (furono 16 nel 2013) di indagine per violazioni della concorrenza in materia di operazioni di concentrazione, intese e possibili abusi di posizione dominante.

Pochi giorni fa l’Antitrust ha acceso i suoi potenti riflettori sul settore del noleggio a lungo termine, avviando un’indagine nei confronti di otto tra i maggiori player del mercato e dell’associazione di categoria, l’Aniasa. Il procedimento dovrà concludersi inderogabilmente entro il 15 dicembre 2016, e ha come obiettivo l’accertamento di un eventuale comportamento scorretto da parte delle imprese indagate, in merito a un’alterazione delle dinamiche competitive, attraverso intese orizzontali (accordi espliciti o pratiche di consuetudine concordata) per evitare un corretto confronto concorrenziale.

Un inno alla trasparenza del settore? Un colpo decisivo a chi pratica scorrettezze commerciali volte a ingannare il consumatore? Sicuramente questi sono i lodevoli intenti dell’Autorità, che ha preso l’abbrivio per l’apertura dell’indagine da una denuncia anonima. Ma, con tutta probabilità, si tratta di un abbaglio, oppure delle conseguenze di un’insolazione dovuta al perfido clima di questa torrida estate 2015.

Cosa avrebbero fatto di così grave gli indagati? Cito esattamente dal testo del provvedimento, che mi sono preso la briga di leggere integralmente: “gli operatori attivi nel mercato del noleggio a lungo termine avrebbero dato vita a un’intesa volta a coordinare il proprio comportamento attraverso lo scambio di informazioni sensibili per il tramite e il contributo di Aniasa. L’uniformità delle offerte avrebbe riguardato le condizioni commerciali per singola tipologia di veicolo, con variazioni del tutto insignificanti o con differenze compensate da altre previsioni che rendevano tutte le offerte sostanzialmente analoghe”.

“Le imprese attive nel mercato del noleggio a lungo termine – scrive ancora nel provvedimento di avvio di indagine l’Antitrust – si incontrerebbero regolarmente in seno all’associazione di categoria e si scambierebbero informazioni aggiornate e con un elevatissimo livello di dettaglio”. Capperi! Mi sono detto: i membri di un’associazione confindustriale che si incontrano tra loro e si scambiano informazioni. Addirittura creando delle commissioni per esaminare le singole problematiche del settore!

Ma secondo l’esimio cattedratico che sovraintende all’Authority che cosa dovrebbero fare i membri dell’Aniasa? Incontrarsi per giocare a briscola davanti a un bicchiere di vino dei Castelli? Io conosco molto bene le attività dell’Aniasa, so quali sono gli obiettivi delle commissioni, come lavorano e, soprattutto, con quale grado di “dettaglio” si scambiano le informazioni. Si siedono attorno a un tavolo, mettono a fattor comune alcune informazioni solamente per essere competitivi sul mercato. Lo dimostra la guerra commerciale che si fanno ogni giorno, lo dimostrano le iniziative di marketing commerciale che escogitano ogni momento per prevalere l’uno sull’altro e, infine, lo dimostrano le reali quotazioni di noleggio che producono ai clienti.

Il mio mestiere, oltre che di giornalista, è quello dell’imprenditore: mi occupo, tra le altre cose, degli acquisti di facility auto per il Gruppo di aziende a cui appartiene l’impresa che dirigo. Quasi quotidianamente tengo monitorato il mercato del noleggio (come del leasing e dell’acquisto diretto). Posso assicurare che non esiste un mercato così competitivo come quello del noleggio a lungo termine. Forse è poco trasparente, questo è vero, perché per ottenere informazioni sulle quotazioni dei canoni non esiste nessun punto di riferimento “pubblico” che sia consultabile con facilità.

Per sapere qual è il prezzo migliore occorre monitorare tantissime fonti: non esiste ancora un comparatore di canoni di noleggio, come invece esiste per le polizze assicurative, i mutui e tanti altri settori del mercato. Ma basta chiedere ai vari player del mercato una quotazione per un determinato modello, per un certo periodo e con un livello determinato di servizi, per ottenere preventivi così differenti, con variazioni che possono persino superare il 30%! Provare per credere…

Anche se la vera guerra, caro Presidente Pitruzzella, glielo dico in tutta sincerità, non è sull’euro in più o in meno del canone, ma è sulla qualità dei servizi garantiti dal provider. Questo lo sanno molto bene tutti i fleet manager aziendali. E se invece la discriminante fosse realmente soltanto il prezzo, provi l’Antitrust a visionare i risultati di un’asta online per l’assegnazione di un lotto di vetture (magari potrebbe chiedere supporto alla Consip, la centrale acquisti dell’Amministrazione Pubblica, che è controllata dal Ministero dell’Economia e del Tesoro).

Il mercato del noleggio a lungo termine è assolutamente competitivo, molto di più rispetto, per esempio, al mercato della vendita diretta delle auto. Provino pure, gli “sceriffi” dell’Antitrust, a effettuare un mistery shopping per l’acquisto di un’auto: troveranno che la differenza di prezzo, tra un concessionario e l’altro, si limita veramente a poche decine d’euro! ma questo non accade perché i dealer fanno “cartello” tra loro, bensì perché i margini, al netto dello sconto, sono ormai risicati, specie per le auto di fascia bassa.

Nel noleggio, invece, le variabili in gioco sono tantissime: a parte lo sconto che i noleggiatori ottengono dal Costruttore e che, per i grandi quantitativi, non differiscono mai tra loro, è il costo del denaro a fare la differenza, la previsione del valore residuo, l’organizzazione del post-vendita, la gestione centralizzata dell’acquisto dei ricambi, i tempi di riparazione, l’efficienza delle autorizzazioni agli interventi di manutenzione, il costo delle assicurazioni, l’organizzazione di rivendita dell’usato, i canali di distribuzione a fine locazione, la presenza di una rete diretta o indiretta di intermediari e tantissime altre variabili ancora…

Da ultimo, una domanda: se l’indagine si riferisce al settore del noleggio a lungo termine, perché nel testo del Provvedimento dell’Antitrust sono citati, tra gli indagati, anche alcuni dei più importanti operatori del noleggio a breve termine? Cari “sceriffi”, forse è il caso di ricominciare dall’abc…!

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