L’auto aziendale si tinge di rosa

donna al volanteNell’automotive le quote rosa avanzano: nel 2015 oltre 4 auto nuove su 10 sono di proprietà di una donna (erano poco più del 30% soltanto 10 anni fa), e anche nelle flotte aziendali la componente femminile assume sempre maggiore rilevanza, soprattutto tra gli user-chooser. Il mercato dell’auto, però, non dedica particolare attenzione alle donne, né sul prodotto né sui servizi collegati all’utilizzo. Eppure, i numeri indicano che si dovrebbe focalizzare molto di più l’attenzione su questa tipologia di cliente.

Il cliente donna è molto focalizzato sulle esigenze di mobilità a 360 gradi, più che sul “ferro”: è fortemente orientato alle soluzioni di mobilità alternativa (su tutte, il car sharing), apprezza la formula del noleggio a lungo termine perché permette di sfruttare i vantaggi del possesso senza avere gli inconvenienti della proprietà. Le donne sono un consumatore molto evoluto: prestano attenzione alle tematiche ambientali (auto ibride, elettriche e ad alimentazione alternativa suscitano interesse ed entusiasmo), danno il massimo valore alla razionalità dell’auto, sono molto esigenti in termini di possibilità di utilizzare sistemi avanzati di connessione.

Insomma, se una volta si diceva che è la donna che sceglie il colore dell’auto e, all’interno del nucleo familiare, era colei che decideva per il sì o per il no, oggi il suo ruolo è differente: pur mantenendo le sue prerogative tradizionali, alla componente emotiva aggiunge razionalità e un circostanziato calcolo di convenienza. Comodità e indipendenza sono i criteri di scelta principali per una donna che compra o noleggia un’automobile, come rileva una recente indagine di Frost&Sullivan, eseguita su un rilevante campione europeo di automobiliste.

Ma nella scelta responsabile interagiscono anche criteri quali la spaziosità, la sicurezza e la qualità dei materiali. Sul versante degli optional, l’indagine rileva che l’universo femminile punta soprattutto sugli accessori che semplificano la vita e la guida, come per esempio il park assist e l’easy access. La tecnologia al servizio dell’utilizzo dell’auto, più che verso l’infotainment tout court, è mirata ai sistemi integrati di connessione ai dispositivi mobile. L’obiettivo delle donne in merito alle auto del futuro, per intenderci, è la guida automatica e l’assistente virtuale.

Sono in grado di rispondere a queste esigenze i costruttori d’auto? In parte sì, anche se la qualità della proposta commerciale ha molto da migliorare, magari con il supporto dei provider della distribuzione, dal concessionario al noleggiatore. Occorre focalizzare meglio la mix dell’offerta di prodotto e servizi, commisurandola a esigenze di mobilità che non sono soltanto riconducibili a una determinata percorrenza e a un periodo di durata del possesso del veicolo. Per buona parte delle donne, in particolare per quelle che utilizzano l’auto aziendale, il veicolo è uno strumento la cui funzionalità e utilità sono misurabili con criteri molto oggettivi, non vincolati alla forma della carrozzeria e alla presenza di un motore più o meno prestante. Mentre la componente edonistica, pur di primaria importanza, rimane limitata a ciò che dovrebbe essere per tutti: serve a scatenare il desiderio. Però a decretare il successo di una scelta è soltanto la quotidianità.

Leave a Reply

Your email address will not be published.