Kia New Optima: premium brand alternativo

Arriva la nuova berlina mid-size della Casa coreana: per ora solo diesel, a primavera anche ibrida plug-in.

Arriva la nuova berlina mid-size della Casa coreana: per ora solo diesel, a primavera anche ibrida plug-in.

Premium brand alternativo o alternativa ai premium brand? La possibilità di provare in anteprima la nuova Kia Optima per qualche centinaio di chilometri a Francoforte, mi ha spinto ad alcune riflessioni sul mercato dell’auto aziendale nella categoria delle “medie di classe”. Considerare Kia un marchio che se la gioca alla pari con Audi, BMW e Mercedes è certamente un’eresia, però toccare con mano l’alto livello qualitativo oggi raggiunto da alcuni prodotti di punta del brand coreano, qualche dubbio lo genera.

Partiamo dallo stile, che è il primo elemento di analisi quando si prova un’auto nuova. La New Optima è disegnata in Europa da un team di designer europei. Una berlina di dimensioni abbondanti, dalla linea pulita e aerodinamica, non priva di elementi di distintività. Il gruppo di lavoro del Centro Europeo di Design di Kia ha evidentemente preso come punto di riferimento il meglio dello stile contemporaneo del segmento D: Jaguar XE ed XF, Ford Mondeo, Audi A4, ma senza “scopiazzare”. Lo si evince dal frontale, dove troneggia la griglia “tiger nose”, stilema ormai universalmente riconosciuto come Kia-identity. Questo design è decisamente attraente: il gap con le concorrenti è ormai colmato.

Gli interni sono all’altezza delle aspettative: spazio e qualità. Il look è decisamente europeo, specie se si opta per i rivestimenti di tonalità scura. La nuova Optima inaugura una serie di nuove tecnologie avanzate di bordo, per migliorare la sicurezza, il comfort e il piacere di ogni tragitto. Il fulcro del sistema di navigazione è il nuovo pacchetto TomTom Live Services, che offre una serie di informazioni in tempo reale utili al conducente, tra cui aggiornamenti sul traffico ad alta definizione, avvisi per gli autovelox, ricerca locale e previsioni meteo. La berlina coreana è dotata di tutti i più moderni sistemi di ausilio alla guida. A differenza delle concorrenti più accreditate, però, la dotazione è di serie.

Al lancio in Italia non manca molto. Alla berlina a 4 porte, seguirà quella a 5 e la station wagon. Unica, per il momento, la motorizzazione: un 1700 a gasolio da 140 CV, che promette prestazioni brillanti e consumi (ed emissioni) decisamente ridotti. Prevista, però, anche una versione ibrida plug-in. E qui il discorso si fa interessante: le ibride costituiranno una parte importante del mercato del segmento D dei prossimi anni. La Optima sembra quindi presentarsi con le carte in regola per dire la sua in un mercato in cui le berline tedesche la fanno da padrone assolute. Ma non soltanto nella teoria: la Kia sembra aver trovato una sua strada da percorrere nel mondo delle flotte aziendali: accanto ai prerequisiti fondamentali (stile, comfort, dotazione di serie, costo d’esercizio, qualità), ha creato un “sistema” specifico per il mercato business: strutture commerciali dedicate al cliente di flotta, offerte finanziarie ad hoc (Kia Finance e Kia Renting) e un’attività focalizzata sulla difesa del valore residuo. Ovvero un prezzo d’attacco interessante (in Italia il prezzo della Optima con dotazione “business oriented” sarà attorno ai 29.000 euro, ovvero almeno 7.000 euro in meno rispetto alle concorrenti più economiche), politiche di sconto in linea con quelle dei migliori avversarie, total cost of ownership competitivo e sette anni di garanzia totale.

L’attacco al segmento Medium Size Premium pare dunque lanciato: la casa coreana sembra aver delineato una strategia precisa: si è costruita una reputazione solida con citycar, compatte, suv e crossover. Ora entra in un segmento più impegnativo, dove l’immagine conta più di ogni altra cosa. Ma le carte in regola ci sono eccome.

Leave a Reply

Your email address will not be published.