La mobilità urbana cambia le nostre abitudini

MOBILITA' URBANA Muoversi in città è un continuo susseguirsi di novità.

In tempo di elezioni, vale la regola che chi la spara più grossa… spesso vince. A Milano, come in molte metropoli del Belpaese, la battaglia per scegliere il nuovo Sindaco è in pieno svolgimento. E quindi non passa giorno che i candidati, più o meno autorevoli, riempiano le pagine dei giornali con le loro mirabolanti dichiarazioni. Tra le tante, una mi ha particolarmente colpito: quella di Francesca Balzani, assessore comunale al bilancio, patrimonio e tributi del Comune di Milano, che attualmente ricopre anche la carica di vicesindaco della giunta Pisapia, e che è stata battuta da Cesare Sala alle primarie del PD per le prossime amministrative per la poltrona di primo cittadino.

Negli ultimi giorni ha sottolineato diverse volte il suo impegno per tentare di trovare una risposta adeguata al problema dell’inquinamento della metropoli, anche attraverso un profondo riassetto del servizio dei mezzi pubblici di trasporto. È arrivata addirittura a ipotizzare che i mezzi di superficie, tram e autobus, potrebbero diventare, per i cittadini, fruibili a costo zero. Balzani ha spiegato che la gratuità dei mezzi di superficie avrebbe dovuto essere uno dei suoi principali obiettivi nei prossimi cinque anni.

L’interesse è alto, anche perché i dati conosciuti non volgono a favore di una metropoli attiva e cruciale come Milano; difatti, sull’inquinamento atmosferico, l’Agenzia Europea per l’Ambiente stila una scala d’inquinamento che va da 1 a 5 (5 è il livello più pericoloso), e le città europee messe peggio sono concentrate proprio nel nord Italia. Milano è al livello 5, con un tasso di concentrazione delle emissioni di polveri sottili di oltre 140 µg/m3.

Abile mossa elettorale, oppure semplice boutade? Però la mia riflessione è questa: l’idea è meno fantasiosa di quanto possa sembrare all’avanguardia. Segue infatti altri casi notevoli nel mondo, con tendenza in espansione: l’esempio più citato da chi sostiene la gratuità dei mezzi pubblici è quello di Tallinn, la capitale dell’Estonia, che dall’1 gennaio 2013 ha deciso di rendere gratuiti i mezzi pubblici comunali per i propri abitanti. Tallinn è l’unica capitale europea che attualmente ha i mezzi gratuiti per i propri cittadini, oltre ad essere la più grande città al mondo a offrire questa possibilità. Anche in Belgio, a Hasselt, (dove un cambio di amministrazione ha interrotto nel 2003 per motivi finanziari, un progetto che durava dal 1997 con ottimi risultati), si è assistito a una crescita del 1300% dei passeggeri del trasporto pubblico, a fronte di strade più sicure e libere da auto. La conseguenza è stata una città più pulita, silenziosa e sicura.

Infine, anche a Singapore e nell’affollata Chengdu, in Cina, si concretizza la mobilità sostenibile: operano 44 linee di bus gratuiti; pure negli Stati Uniti e in Brasile parecchie giunte trovano l’impegno di amministratori illuminati, che indicano la mobilità non come un diritto ma come un privilegio di potersi muovere liberamente, proprio come quello alla salute e all’istruzione, al verde pubblico e alla sicurezza.

Il panorama della mobilità urbana è già in profonda trasformazione. Oggi chi vive in città, e si sposta raramente all’esterno, rinuncia all’auto propria per abbracciare il car sharing. E chi arriva da fuori per raggiungere l’ufficio in città, spesso punta sul car pooling. Mentre chi vuole muoversi a impatto zero ha una discreta scelta tra i veicoli elettrici, sconti e incentivi interessanti e un nugolo di provider gli offrono avanzati sistemi di ricarica domestica per il rifornimento di energia. La mobilità 2.0, ormai è acclarato, inizia proprio downtown.

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