Il leasing finanziario torna d’attualità

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L’agevolazione del super-ammortamento, contenuta nella Legge di Stabilità 2016, ha fatto tornare in auge il leasing finanziario. Sembra che alcune aziende stiano pensando di abbandonare il noleggio a lungo termine per tornare ad abbracciare una formula d’acquisizione più classica, basata soltanto sull’operazione finanziaria. E’ presto per dire se questa tendenza si consoliderà, oppure se sarà un fenomeno passeggero, ma vale comunque la pena approfondire questo argomento.

Questa manovra agevolativa ha sicuramente un maggiore effetto nel caso del leasing finanziario, perché la distribuzione del beneficio fiscale ha un effetto immediato a causa della minore durata fiscale consentita dalle norme sul leasing rispetto all’acquisto in proprietà e, in secondo luogo, per l’assenza delle riduzioni delle quote deducibili nel leasing durante il primo anno di entrata di utilizzo del veicolo.

La maggiorazione di ammortamento del 40% riguarda esclusivamente le quote del capitale dei canoni, la cui somma, assieme al prezzo del riscatto finale, coincide con il costo di acquisizione dell’auto o del veicolo commerciale. Qui sta il vantaggio rispetto al noleggio a lungo termine, che risulta svantaggiato perché in “super-ammortamento” si può portare soltanto la parte di canone relativa al “ferro”, ma non quella sui servizi. Anche la quota degli interessi rimane esclusa dal super-ammortamento: questo è il motivo per cui, nelle più recenti offerte di leasing, come per esempio quelle proposte dalla campagna di FCA denominata “be-lease”, il tasso d’interesse basso gioca un ruolo fondamentale nell’ottimo riscontro che sta avendo sul mercato delle auto aziendali.

Alcuni noleggiatori obiettano che la “turbativa di mercato” del super-ammortamento terminerà alla fine del 2016 (questa agevolazione, entrata in vigore a metà ottobre dello scorso anno terminerà inderogabilmente il 31 dicembre), mentre le aziende che puntano sul noleggio devono pianificare un rinnovo del parco costante e continuo, quindi non possono farsi attirare da un’opportunità sporadica. Io non sono di questo avviso. O, perlomeno, occorre valutare ogni singolo caso. Con l’economia in ripresa, alcune aziende potrebbero trovarsi quest’anno nella necessità di dover abbattere gli utili con maggior decisione: il leasing finanziario porta senz’altro un vantaggio immediato e consistente.

Quanto alla rinuncia ai servizi “tutto compreso”, cui le imprese da anni approdate al noleggio sono abituate, potrebbe non essere così decisiva. Anche perché molte offerte di leasing finanziario prevedono l’opportunità di abbinare servizi manutentivi e assicurativi a costi competitivi (nel caso di be-lease è prevista anche la polizza RCA, che consente di ovviare a uno dei più grandi ostacoli che trovano le aziende che intendono rinunciare al noleggio: la mancanza di uno “storico” nella classe di merito).

Quali tipologie d’azienda potrebbero essere dunque più interessate al leasing al posto del long rent? Sicuramente quelle di medie e piccole dimensioni. Per le grandi aziende, invece, il noleggio rimane sempre la formula più conveniente. Anche perché, non dimentichiamolo, il super-ammortamento, pur non essendo totalmente applicabile al cliente finale, è un’agevolazione concessa anche alle società di noleggio in fase di acquisto. Il che significa che i noleggiatori potrebbero girare al cliente una parte del beneficio, sotto forma di riduzione del canone. Insomma: se è vero che il super-ammortamento, come già sottolineato in passato da Fleetblog, ha portato a una disparità di trattamento a favore di una formula d’acquisizione piuttosto che un’altra, concetto di per sè poco giustificabile, è anche vero che potrebbe portare a una maggiore competizione sul mercato. A beneficio del cliente.

 

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