Arval Barometro 2016: cresce l’ottimismo dei gestori di flotte in Italia

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L’ottimismo dei gestori di flotte in Italia è in aumento. Questo è solo uno dei tanti dati emersi dall’edizione 2016 del Barometro delle Flotte Aziendali, la ricerca di mercato internazionale del Corporate Vehicle Observatory di Arval che, ogni anno, monitora le tendenze e anticipa le evoluzioni delle scelte di mobilità professionale in Europa e in Italia.
In questa edizione, è stato analizzato lo stato del mercato italiano delle flotte verso le nuove tecnologie, i nuovi modelli di mobilità e le soluzioni utilizzate dalle aziende più evolute.

La ricerca dimostra che il 29% dei fleet manager italiani è intenzionato ad ampliare la propria flotta nei prossimi tre anni; al contrario l’8% degli intervistati prevede una decrescita della flotta durante lo stesso intervallo temporale. Anche in Europa si registra il medesimo clima di fiducia.
Questa quota di fiducia sull’incremento della flotta sale al 33% per i fleet manager appartenenti al segmento delle grandi aziende con almeno 1.000 dipendenti, che appaiono ancora più fiduciosi nella crescita della flotta, sempre nell’arco dei prossimi tre anni, registrando un risultato superiore alla media europea.
Un dato positivo si riscontra anche nell’evoluzione stimata della durata di utilizzo della flotta: dallo scorso anno, la durata media di utilizzo della vettura è aumentata per il 13% dei fleet manager, dato che raggiunge il 18% in relazione all’utilizzo dei veicoli commerciali leggeri.
Rappresentativo è il confronto con il 2013, anno in cui si era registrato il minimo storico delle vendite dei veicoli in Italia: in questo periodo, i fleet manager che stimavano un incremento della durata di utilizzo delle vetture era addirittura pari al 37%.
Per le PMI, a cui, all’interno del Barometro 2016 è stato dedicato un focus particolare, la ricerca ha evidenziato che, dal 2011 ad oggi, si riscontra un aumento costante nella stima dell’evoluzione della durata media d’utilizzo: una crescita da 5,4 anni a 7,6 anni (+2,2 anni) per le vetture così come per i veicoli commerciali leggeri, da 4,1 anni a 9,3 anni (+5,2 anni).

I fattori che hanno inciso su questo trend sono principalmente tre: l’eco-tecnologia dei veicoli, la forte crisi economica degli ultimi anni, che ha esasperato la gestione dei costi e ha determinato una riduzione dei chilometri percorsi per il calo della domanda, e l’ottimizzazione dei percorsi lavorativi.

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