Veicoli commerciali: crescita vigorosa

Sfiorata la soglia delle 200.000 unità: questo il brillante risultato del 2016 nelle vendite di veicoli commerciali leggeri (sotto i 35 quintali). Non accadeva dal 2007, l’anno precedente all’inizio della crisi economica che ha letteralmente scompaginato il comparto Automotive. Nei 12 mesi dello scorso anno, le immatricolazioni si sono mantenute costantemente in territorio positivo, con un’aumento delle vendite che si è fatto di mese in mese sempre più elevato, raggiungendo la punta massima ad agosto (+114%), a novembre (+65,6%) e a dicembre (+89,9%). Complessivamente, l’incremento sul 2015 è stato del 49%, il che significa quasi 66.000 veicoli commerciali in più. Ancora più vistoso l’aumento delle vendite di veicoli industriali: +52,2% nel 2016, con una punta massima a dicembre del 153%.

La ripresa formidabile ha una motivazione soprattutto fiscale: grazie a provvedimenti quali la “Sabatini Ter” (che agevola l’acquisto di beni strumentali) e il “super-ammortamento” (che aumenta sensibilmente il beneficio fiscale). Entrambi questi provvedimenti sono stati prorogati nel 2017 (la “Sabatini” addirittura fino al 2018. la corsa all’immatricolazione degli autocarri a fine anno si è quindi mostrata inutile, ma i timori di una mancata proroga erano giustificabili.

L’Italia continua ad avere il parco circolante più vetusto d’Europa per i mezzi da lavoro, ma il colpo di coda del 2016 ha portato senz’altro benefici effetti sia in termini di impatto ambientale (e quindi di consumi) sia sul versante della sicurezza. I provvedimenti a favore del comparto si sono tradotti in risultati positivi per tutte le forme di acquisizione degli LCV: sia l’acquisto diretto, sia il leasing, sia il noleggio a lungo termine. Il long rent in particolare, secondo Dataforce, è passato dalle 27.318 immatricolazioni del 2015 alle 45.891 del 2016. Impressionante l’escalation di contatti di LCV da parte dei due operatori leader di mercato: Arval è passata dalle 6.710 unità del 2015 alle 15.674, Leasys dalla 5.710 alle 13.478.

Cosa succederà nel 2017? Gli addetti ai lavori, pur ottimisti, si mostrano cauti: Unrae prevede una crescita del mercato italiano degli LCV del 5%. Secondo me la crescita sarà maggiore: non meno del 10%. Perché la presenza di vantaggi fiscali simili a quelli dello scorso anno non potrà che accelerare lo svecchiamento del parco e perché le offerte di costruttori, distributori e noleggiatori sono sempre più competitive. In particolare quelle del noleggio a lungo termine.

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