Arval Safe Way: un approccio integrato per la sicurezza stradale delle flotte aziendali

Creare una nuova cultura nelle aziende italiane in relazione alla sicurezza stradale, questa la sfida intrapresa da ARVAL ITALIA, leader italiano nella gestione delle flotte aziendali. Fleetblog da sempre attenta al tema ha incontrato Fabrizio Campione, Direttore Marketing & Pricing di Arval Italia.
Ecco un breve riassunto di approfondimento.

Che cosa si intende per Arval Safe Way? Chi sono gli interlocutori coinvolti e come riuscite a coinvolgere le aziende clienti ad avere maggiore attenzione al tema della sicurezza stradale?
Si tratta di un’offerta integrata composta da quattro elementi proposti in un unico pacchetto modulare, quindi un approccio organico rivolto a clienti di ogni dimensione che desiderano fare di più per la sicurezza dei propri collaboratori. Il programma, idealmente articolato su 18 mesi di attività, ha inizio con una serie di corsi di guida su pista e su strada, a domicilio o presso autodromi dedicati. I corsi sono articolati e modulari al fine di rispondere alle molteplici esigenze di mobilità e di sicurezza delle aziende clienti. Il secondo elemento riguarda l’uso di tecnologie telematiche a bordo del veicolo al fine di monitorare il comportamento e lo stile di guida dei Driver (Arval Active Link), prima e dopo i corsi stessi, per valutarne l’efficacia. Il terzo elemento riguarda il Safety Kit, un completo set di accessori per la sicurezza sempre presente in auto, utile ad affrontare eventuali situazioni di criticità. Infine abbiamo predisposto un kit di comunicazione per supportare l’Azienda cliente a conoscere e diffondere internamente i valori della sicurezza stradale che comprende strumenti di comunicazione e materiali formativi (e-learning). Gli interlocutori dell’azienda identificati per creare una cultura sulla sicurezza stradale sono la direzione delle risorse umane, il top management, safety & CSR manager oltre ovviamente al Fleet Manager. Questo programma ha coinvolto in primis anche la nostra forza commerciale che ha testato sul campo il programma così da per garantire una maggiore consapevolezza sul tema. Creare cultura significa anzitutto sensibilizzare tutti coloro che sono coinvolti nel progetto, internamente ad Arval e, quindi, anche all’esterno, verso i nostri clienti.

Che ruolo ha la tecnologia per Arval nella prevenzione degli incidenti stradali?
Per Arval la tecnologia è un supporto fondamentale che consente di analizzare puntualmente il proprio stile di guida per avere piena consapevolezza della propria performance e porsi l’obiettivo di un miglioramento continuo. Inoltre, rappresenta uno strumento essenziale per ridurre il TCO (consumi del veicolo). La tecnologia ci permette di coinvolgere i driver attraverso una app, Drive Challenge, che permette di avere un’autovalutazione attraverso un punteggio associato al percorso che il driver ha appena fatto.

I corsi di guida sicura che offrite che tipo di costo hanno per l’azienda cliente?
I corsi sono erogati dalle scuole più qualificate operanti in Italia (ASC di Quattroruote e GuidarePilotare) e mirano a formare il driver sul modo migliore di comportarsi in ogni contesto anche attraverso corsi specifici quali guida predittiva, ecodriving, guida neve/ghiaccio, fuoristrada e veicoli commerciali leggeri. Da un pacchetto base di circa 500 euro fino a corsi più articolati e specialistici dove si arriva in teoria fino a 2.500 euro. Tale investimento è parzialmente recuperabile attraverso l’adesione a specifici fondi di formazione finanziati da UE, INAIL e fondi interprofessionali.

La guida distratta è tra le principali cause dei sinistri auto. Cosa sta facendo ARVAL per sensibilizzare le aziende e i driver a non usare il cellulare alla guida?
I dati che ha Arval grazie al Corporate Vehicle Observatory, il suo centro studi sulla mobilità e le tendenze del mercato, confermano il problema della guida distratta, su cui al momento stiamo cercando di sensibilizzare ed educare i nostri driver. Stiamo però valutando anche nuove tecnologie che potrebbero supportare proattivamente il driver a ridurre tale rischio.

Arval Safety Way mira a portare tra le aziende italiane una maggiore consapevolezza e sensibilità in tema di sicurezza stradale. Può al termine dell’intervista sintetizzare questo messaggio?
Il Fleet Manager è il nostro interlocutore principale ma la sicurezza non è la bandiera di un singolo in quanto deve coinvolgere il maggior numero di interlocutori possibili in azienda, naturalmente a partire dal suo management. Altra cosa importante è capire che la sicurezza è un investimento e non un costo. Anzi il costo della non sicurezza spesso è molto più alto dell’investimento in sicurezza, se si considerano i costi delle franchigie, spese mediche e perdita di produttività per l’azienda. Infine la sicurezza ha un impatto positivo sul TCO attraverso la riduzione dei costi di carburante: una guida sicura e attenta riduce automaticamente anche i consumi. In tutto questo percorso, di azioni e di consapevolezza l’azienda viene accompagnata da ARVAL per circa 18 mesi, al termine del quale si cominceranno a vedere i primi significativi risultati del metodo Arval Safety Way.

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