Un unico documento per le automobili

Ennesimo annuncio trionfale del Governo sullo snellimento burocratico delle pratiche amministrative inerenti l’automobile. Il Vice-Ministro ai Trasporti Riccardo Nencini ha fatto sapere che il doppio documento di identità delle automobili è destinato entro breve tempo a essere sostituito da uno solo. Come è noto, oggi l’intestazione e i dati tecnici dei veicoli compaiono su due documenti con finalità differenti e che attingono a due diverse banche dati: la carta di circolazione (il cosiddetto “libretto”) è emesso dalla Motorizzazione, e quindi fa capo al Ministero dei Trasporti, il certificato di proprietà è di pertinenza del Pubblico Registro Automobilistico e quindi gestito dall’Automobile Club d’Italia. Le finalità dei due documenti sono differenti: il primo, cioè il “libretto”, riporta i dati tecnici del veicolo, ma anche i dati dell’intestatario, sebbene “non costituisca titolo di proprietà”. Ossia, interpretando il “burocratese”, anche se sulla carta di circolazione compare il nome di Tizio, Caio o Sempronio, non è detto che costui sia il legittimo proprietario. Per attribuire la titolarità del veicolo, invece, è necessario consultare il certificato emesso dal Pra. Che già da ottobre scorso era stato dematerializzato diventando digitale. Da sempre tutti si chiedono perché questi dati, quelli tecnici e quelli di intestazione, non possano essere riuniti in un unico documento. La ragione è semplice (ma non giustificabile): perché i gestori temono di dover “mandare a spasso” migliaia di dipendenti: o degli archivi della Motorizzazione, oppure quelli del Pubblico Registro. Quindi tutto rimane com’è dall’ormai lontano 1927, ovvero da quando è stato creato il Pra. Nella dichiarazione di Nencini, grazie alla riforma della Pubblica Amministrazione, entro la fine di questo mese dovrebbe essere decisa la creazione di un documento unico, che però non darà origine a un archivio solo, ma molto probabilmente a due perfettamente identici. Chi lo gestirà? Questo non è ancora dato a sapersi. Rimane certo, però, che i due enti, per i quali inizialmente era previsto un accorpamento proprio dalla riforma della Pubblica Amministrazione, rimarranno vivi e vegeti, e ben distinti tra loro. A fare cosa? Non si sa. Avuta la garanzia che non verrà tagliato alcun posto di lavoro, il via libera all’unificazione almeno del documento è arrivata. Viene da chiedersi però perché non si sia potuto decidere di dirottare parte del personale alla gestione di altre pratiche forse più utili: invece si è semplicemente optato, ancora una volta, di mantenere lo status quo, in attesa di decisioni future. La parola finale sulla creazione del documento unico verrà presa nel prossimo Consiglio dei Ministri, che dovrebbe tenersi venerdì prossimo, il 24 febbraio. Staremo a vedere. Per intanto, la bella notizia è che questa semplificazione dovrebbe portare a un piccolo risparmio agli automobilisti, sia per quelli che acquistano una vettura nuova, sia per coloro che effettuano un passaggio di proprietà dell’usato. Tra bolli e importo per il disbrigo della pratica per un solo documento anziché due si risparmieranno 39 euro. Il costo infatti dovrebbe scendere da 100 euro a 61. Un’anomalia tipicamente italiana dovrebbe dunque essere cancellata. L’inutile doppione dei due archivi, invece, ancora no.

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