Il noleggio motore per il rinnovo del circolante

Nonostante il mercato dell’auto si avvii verso un 2017 da 2 milioni di nuove immatricolazioni (non accadeva dal 2009), la situazione del parco circolante nazionale è sempre disastrosa: su 36,4 milioni di automobili, quasi una su quattro appartiene alle generazioni Euro 0, 1 o 2. Mentre, nel caso dei veicoli commerciali leggeri, le ante Euro 3 sono addirittura il 35,6%, su un circolante di 3,65 milioni. Sono esattamente dieci anni che non si registra un intervento statale a sostegno del mercato nel suo complesso. L’ultima “rottamazione di Stato” è ormai un lontano ricordo. Da parte delle Istituzioni, nonostante la crisi economica, sono arrivati solamente provvedimenti parziali, che hanno agevolato gli acquisti di auto con alimentazioni alternative o concesso qualche vantaggio fiscale alle imprese. Poco? Certamente. Ma meglio di niente.

Succede così che il parco circolante del Bel Paese contenga soltanto un 30% scarso di vetture Euro 5 ed Euro 6 (rispettivamente, alla fine del 2016, erano il 19,9% e il 9%). Il Governo continua a fare orecchie da mercante? Forse no: nei giorni scorsi il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda (nella foto), evidentemente uomo dal muscolo cardiaco ben sviluppato (lo ricordiamo infatti come commovente – e bravissimo – attore protagonista nel ruolo del bambino Enrico Bottini, nello sceneggiato televisivo “Cuore”, di deamicisiana memoria, girato nel 1983 dal nonno del Ministro, Luigi Comencini), ha annunciato il varo della Sen: la Strategia energetica nazionale. Ovvero un piano di interventi che consenta al nostro Paese di affrontare il tema dell’energia in maniera moderna. Ovviamente, una parte importante della strategia riguarderà i trasporti.

IlMinistro dello Sviluppo Economico sembra avere le idee chiare a tal proposito: nessun intervento “a pioggia”, come quelli sperimentati in passato, che hanno portato a scarsi risultati e a costi esagerati per le casse dell’Erario, ma nemmeno soluzioni radicali e impossibili da realizzare effettivamente (come l’appoggio incondizionato a soluzioni troppo futuribili, come per esempio l’auto a impatto zero).

Calenda, nella fase di dichiarazione di intenti, parla di “sovvenzioni direttamente proporzionali al livello di miglioramento delle emissioni e dell’efficienza energetica”. Ovvero, possiamo ipotizzare, un sistema di tassazione fiscale basata sulla CO2. In quest’ottica le flotte aziendali sono già virtuose, quindi potrebbero ottenere significativi risparmi nei costi di gestione. Ma c’è un settore del parco circolante aziendale che potrebbe essere preso come punto di riferimento: quello del noleggio a lungo termine. La quasi totalità della flotta in NLT è Euro 5 ed Euro 6 (con piccole quote residue di Euro 4). Il rinnovo della flotta avviene con una frequenza di poco superiore ai 40 mesi (contro una media nazionale del circolante ben oltre gli 11 anni). Sembra fantascienza, invece è realtà.

Invito perciò il Ministro Calenda, che appare non soltanto illuminato, ma disposto a ragionare senza preconcetti, e senza dare ascolto alle lusinghe delle solite sirene, a studiare i case history virtuosi che già esistono, e a non concentrarsi solamente sugli aspetti tecnici, ma anche sulle formule di acquisizione disponibili. Che, peraltro, tutto il mercato sta dimostrando di apprezzare: al noleggio si stanno accostando non soltanto le aziende, ma ultimamente anche i privati. Così come alle formule di mobilità condivisa, che in Italia stanno crescendo a ritmi percentuali da vera nazione evoluta.

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