Super-ammortamento: niente rinnovo

Tanto tuonò che piovve. Le prime avvisaglie si erano già avute a partire da settembre: il provvedimento del super-ammortamento, che ha contribuito in maniera determinante prima nel 2016 per rilanciare il mercato dell’auto aziendale, poi nel 2017 a far volare il comparto del noleggio a lungo termine, non sarà reiterato nel 2018. O, meglio, sarà prorogato di un anno, ma sono esclusi da questa agevolazione i veicoli, anche quelli considerati a uso strumentale (autocarri e intestazioni ad aziende che operano nella distribuzione automobilistica, cioè i dealer e i noleggiatori).

Le reazioni non si sono fatte attendere: Assilea, l’associazione che raccoglie le società di leasing, sta mettendo in cantiere la proposta di alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio 2018. Il provvedimento sul super-ammortamento (assieme a quello dell’iper-ammortamento in favore dell’industria 4.0), infatti sono contenuti nell’articolo 5 della prossima Legge di Bilancio, che deve però ancora passare il vaglio dei due rami del Parlamento. Anche Aniasa (l’associazione che raccoglie gli operatori della filiera della mobilità e i noleggiatori a breve e a lungo termine), secondo le informazioni in mio possesso, tenterà di correggere il provvedimento, a favore del comparto Automotive. Pare che Aniasa intenda proporre l’inserimento dei veicoli super-ecologici (leggi veicoli elettrici e ibridi) nella lista dei beni strumentali a carattere innovativo, che quindi si avvantaggiano dell’iper-ammortamento al 250%. Aniasa, dunque, non lascia, anzi raddoppia.

Con quali chance di successo? A mio avviso poche, pochissime. Perché, stando ai si dice, nelle stanze del potere, in particolare quelle della Direzione Generale del Mise (il Ministero dello Sviluppo Economico), si crede che il comparto Automotive non abbia bisogno di alcun sostegno incentivante. Secondo i tecnici del Ministero gli indicatori del mercato mostrano che le immatricolazioni di auto in Italia vanno a gonfie vele, che la crisi è ormai definitivamente archiviata e che quindi il comparto Automotive non necessita di alcun sostegno da parte dello Stato. Peccato che, se ci si limita a guardare i numeri delle targhe, si ottenga una visione assai miope. Come evidenziato più volte da Dataforce, infatti, sono le auto-immatricolazioni delle Case costruttrici e dei Dealer a sostenere il mercato. Auto-immatricolazioni che si traducono in massima parte in km zero. Ossia vetture targate ma che non hanno certezza di finire su strada nelle mani del vero acquirente finale.

Quest’anno saranno oltre 325.000, sempre secondo le stime di Dataforce, su un totale delle immatricolazioni che supererà di poco i 2 milioni. Le km zero targate quest’anno saranno oltre 100.000 in più rispetto a quelle del 2016 e persino superiori a quelle che furono immatricolate nel 2007, l’anno d’oro del mercato italiano dell’auto con oltre 2,5 milioni di vendite. C’è da chiedersi chi comprerà effettivamente questa massa enorme di km zero: saranno in gran parte clienti privati, che però rinunceranno all’acquisto di vetture nuove. Il cliente privato, però, non è una fisarmonica che si allarga all’infinito: è probabile che un buon numero di veicoli sia destinato a rimanere invenduto nei piazzali per parecchi mesi…

Cosa succederà da qui alla fine dell’anno? E’ facile prevedere una corsa spasmodica agli acquisti (per le immatricolazioni autocarro) e al noleggio a lungo termine. La normativa prevede che, per ottenere l’agevolazione del super-ammortamento, il contratto debba essere perfezionato entro il 31 dicembre con il versamento di un anticipo del 20%. L’immatricolazione e la consegna possono quindi slittare ai primi mesi del 2018. Questo creerà un ingolfamento e un anomalo incremento delle targhe, che si tradurrà inevitabilmente in un rallentamento del mercato nel 2018.

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