Pubblicato il
18 gen 2012 in
Acquisto veicoli, Fleet management, Full leasing, Incentivi governativi, Leasing, Noleggio a lungo termine, Temi, Tendenze |

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Il quadro economico-finanziario dell’Europa è devastante, non devo certo ricordarvelo io. Quello che è interessante rilevare, invece, è che il mercato automobilistico si sta rivelando come una cartina al tornasole della situazione congiunturale dei Paesi dell’Unione. Ossia: visionando i dati delle immatricolazioni (per scaricare i dati completi, cliccate qui: immatricolazioni_eu_dicembre11), si vede quanto la crisi attanaglia una determinata nazione. Read more… »
Pubblicato il
7 dic 2011 in
Acquisto veicoli, Auto ecologiche, Blocchi del traffico, Incentivi governativi, Incidenti, Sicurezza stradale, Temi, Tendenze |

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Parliamoci chiaro: possiamo modificare le policy delle nostre aziende in ottica green, ottimizzare l’utilizzo della flotta, ridurre le percorrenze dei driver, migliorare la loro preparazione in ottica di sicurezza… ma sul problema della mobilità urbana, in termini di riduzione dell’inquinamento e dei rischi legati alla circolazione, il nostro contributo sarà sempre poca cosa se non si interviene radicamente sul comparto dei veicoli commerciali. Read more… »
Pubblicato il
23 nov 2011 in
Acquisto veicoli, Case Automobilistiche, Fornitori, Incentivi governativi, Manutenzione, Noleggio a lungo termine, Tasse automobilistiche, Temi |

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Tra i mille attestati di stima e plauso giunti al nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti immediatamente dopo aver formato la sua squadra di Governo e avere raggiunto il più vasto consenso parlamentare della storia della Repubblica Italiana nei due rami del Parlamento (maggioranza “bulgara”, insomma…), almeno un paio non me li sarei aspettati: quelli dell’Unrae e della Federauto. Read more… »
Pubblicato il
21 set 2011 in
Auto ecologiche, Carburanti ecologici, Case Automobilistiche, Fiat, Incentivi governativi, Marketing, Nuovi arrivi, Tendenze |

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Domanda da un milione di dollari: ma la Fiat sta andando bene, oppure male? E un’altra (in palio aggiungo altri due milioni): in futuro che succederà al colosso italiano, che sta diventando sempre più americano? La sfera di cristallo non è (purtroppo) tra i miei possedimenti, posso però illustrarvi il mio parere, condito da fatti reali. Perché le opinioni lasciano il tempo che trovano, mentre i fatti concreti valgono ben di più.
Iniziamo dall’andamento azionario, che è l’indicatore primario del “sentiment” del mercato degli investitori. I titoli della galassia Fiat non se la stanno passando bene: all’inizio di quest’anno, ovvero poco dopo la separazione tra il settore automobilistico (Fiat Spa) e le attività dei veicoli da trasporto pesante (Fiat Industrial), il titolo aveva superato quota 8 euro (era a 4,70 un anno fa), per poi subire in due mesi un calo sotto i 6 euro, rimbalzare a 7,5 a primavera, e infine subire gli attacchi della speculazione generalizzata di quest’estate fino a sfiorare il punto più basso a 3,5 euro. In questi giorni si attesta sui 4 euro.
Se però paragoniamo il titolo Fiat agli altri del comparto industriale, oppure a quelli del settore bancario, il quadro che ne esce non è poi così nero. Rimane il fatto che, a febbraio scorso, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato l’outlook a lungo termine su Fiat Spa da BB+ a BB, confermando però la valutazione B sul debito a breve. Situazione critica, dunque, ma Fiat non è messa peggio di altri.
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